Mobilità   dei lavoratori, le scelte nazionali

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Regno Unito, Irlanda e Svezia non hanno mai applicato nessuna restrizione all’ingresso dei lavoratori provenienti dai Nuovi Stati membri; Finlandia, Spagna, e Olanda, hanno annunciato l’apertura dei loro mercati a partire dal 1 maggio 2006 dopo che i primi dati sulla mobilità   dei lavoratori hanno dimostrato che erano infondati i timori di invasone da arte di «idraulici polacchi» e che l’ingresso di nuovi lavoratori ha migliorato la situazione del mercato del lavoro.
Austria, l’Italia, la Germania e il Belgio, avevano già   annunciato che avrebbero mantenuto le restrizioni fino al 2009. Sulle stesse posizioni si schiera in questi giorni la Danimarca anche se il Parlamento danese ha firmato un compromesso per un mercato del lavoro più flessibile, aperto e per la futura soppressione delle quote.
La Francia procede verso il progressivo annullamento delle misure restrittive al mercato del lavoro mentre il Lussemburgo, se pur prolungando per tre anni le restrizioni, ha introdotto un sistema particolarmente flessibile soprattutto per i settori che hanno grosse difficoltà   a reclutare personale.
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