
Negli ultimi cinque anni l’Unione Europea si è impegnata attivamente nella lotta al razzismo, in particolare modo cercando di eliminare le barriere, tramite politiche “anti-razzismo”.
Stando ad un recente sondaggio, però, il problema sembra persistere: due cittadini su tre continuano a vedere le discriminazioni razziali radicate nei loro paesi.
L’obiettivo è nel periodo 2026-2030 di, se non eradicare, quantomeno limitare il razzismo in tutte le sue forme, dall’islamofobia all’antisemitismo.
Per questo è stato implementato un piano quinquennale (2020-2025) nella lotta al razzismo, con tre obiettivi prefissati.
Primo tra tutti l’attuazione e l’applicazione delle leggi anti-discriminazione presenti oggi, tramite l’inasprimento delle sanzioni, il rafforzamento delle norme per contrastare l’incitamento all’odio e ai suoi relativi crimini.
Il secondo punto messo sul banco è una strategia che cercherà di affrontare le barriere promuovendo l’inclusione nell’istruzione, nell’occupazione, nell’assistenza sanitaria e nell’edilizia abitativa. Ciò avverrà tramite campagne di sensibilizzazione e studi per individuare e valutare rischi e soluzioni per migliorare le condizioni abitative.
Infine ci si concentrerà sulla creazione di partenariati antirazzisti a tutti i livelli sociali, traiate la promozione del dialogo costruttivo e aumentare il sostegno alle associazioni che combattono attivamente il razzismo.
Per ulteriori informazioni: L’europa e la lotta al razzismo












