Dai satelliti per le telecomunicazioni a quelli che permettono di orientarsi e osservare la Terra, la nostra quotidianità dipende dallo spazio. Proteggerlo significa tutelare servizi essenziali per cittadini e imprese: per farlo, l’Unione europea investe nella cooperazione e nel monitoraggio orbitale.
Il 1° luglio 2016 cinque Stati membri hanno unito le proprie capacità tecnologiche per sorvegliare gli oggetti in orbita e proteggere i satelliti: nasceva così l’EU Space Surveillance and Tracking (EU SST), il sistema europeo di sorveglianza e tracciamento spaziale che nel 2026 celebra dieci anni di attività, coinvolgendo oggi 19 Stati membri.
La crescente presenza di satelliti e detriti spaziali aumenta il rischio di collisioni, capaci di danneggiare infrastrutture fondamentali e generare nuovi frammenti. Attraverso una rete di sensori terrestri, EU SST monitora gli oggetti spaziali e fornisce servizi per prevenire collisioni, analizzare i rientri atmosferici e individuare frammentazioni. Il programma non rimuove direttamente i detriti, ma contribuisce alla sicurezza di infrastrutture europee come Galileo e Copernicus.
Oltre a celebrare le avanguardie scientifiche-tecnologiche dell’UE, il decennale offre anche l’occasione per riflettere su una questione sempre più attuale: la sicurezza dello spazio è essenziale per la sicurezza e la sostenibilità sulla Terra, e la condivisione di competenze e risorse fra gli Stati Membri è fondamentale per rafforzare le capacità e l’autonomia strategica europea.
In questo scenario, dunque, con orbite sempre più affollate, investimenti, innovazione e cooperazione internazionale saranno fondamentali per preservare lo spazio anche per le generazioni future.
Per approfondire: EU Space Surveillance and Tracking (EU SST)













