Lettera di auguri a Mario Monti

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Chiarissimo Professore,

non a caso ci rivolgiamo a Lei con queste due prime parole.

“Professore” Lei lo è da sempre, probabilmente già prima di andare alle elementari, anche se forse non lo farà più in futuro.

“Chiarissimo” Le riesce più difficile esserlo. Dopo non pochi tentennamenti, ha svelato di non essere un “tecnico” ma un “politico”: un chiarimento obliquo e un po’ tardivo, ma che ha confortato tutti quegli italiani che apprezzano persone serie e misurate come Lei, anche se hanno buone ragioni per criticarne l’operato, prima da “tecnico” e adesso da “politico”.

Questo premesso, Le scriviamo per il suo profilo europeo e per augurarLe, e augurarci, che resti a lungo un testimone importante dell’Italia in Europa, risollevandone l’immagine non proprio brillante di questi ultimi anni, come in parte ha già meritoriamente fatto e potrà ancora fare, se gli elettori italiani lo vorranno.

All’Europa, oltre che al mondo della finanza, Lei ha dedicato una parte significativa del Suo lavoro: prima a Bruxelles come Commissario europeo per il Mercato interno dal 1994, proposto da Berlusconi, e successivamente responsabile per la Concorrenza sotto la Presidenza di Romano Prodi. Non è quindi la prima volta che si trova preso tra opposti fuochi e saprà certamente cavarsela anche stavolta: per la verità nemmeno un istante siamo stati inquieti per il Suo futuro, molto lo siamo ancora per il nostro, in Europa e in Italia.

Noi ci auguriamo che Lei continui ad avere un ruolo importante in Europa e che ricavi dalla Sua lunga esperienza nelle sedi europee una semplice lezione: dopo aver contribuito a fare crescere e, in quest’ultimo anno, a salvare l’Unione Europea, prima di essere anche Lei “rottamato” dia una mano a ricostruire una nuova Europa.

La Sua non è certo l’UE sognata da Altiero Spinelli, da Lei stimato ma poco seguito: contribuisca almeno a fermare la deriva verso un’Europa stremata e malinconica, tutta moneta e “spread”, squilibrata a nord, poco attenta alle persone e incapace di scaldare il cuore dei suoi cittadini, esponendoli pericolosamente alla tentazione – da Lei lucidamente denunciata – del populismo.

Lei si propone di “cambiare l’Italia e riformare l’Europa”. Cominci ad aiutarci a non detestare questa Europa, che pure tante cose ha realizzato, e lasci spazio alle giovani generazioni cui toccherà inventare una nuova Unione Europea, non solo bancaria e mercantile, ma anche sociale e politica, con la democrazia, e non l’economia, come asse portante. Presti più attenzione a loro che non ai dogmi dell’economia e ai Capi di Stato e di governo che hanno fatto campagna elettorale per Lei, rendendoLe agli occhi degli italiani un servizio non da tutti apprezzato.

Con il ringraziamento che Le dobbiamo, accetti anche questo nostro semplice augurio per l’anno che inizia: ascolti con attenzione i Suoi concittadini, li riaccompagni verso l’Europa da cui sono stati allontanati e abbia fiducia nelle loro risorse, umane e civili, nella convinzione che il popolo italiano non ha bisogno di “eroi”.

Così sarà possibile ricostruire l’Unione Europea, devastata dai politici irresponsabili di ieri e impedita di volare dai politici senz’anima di oggi.

Con la stima e il rispetto di un cittadino non suddito, che ama l’Europa perché ama l’Italia.

3 COMMENTI

  1. OK, non abbiamo bisogno di “eroi” ma abbiamo “necessità”, quali “cittadini italiani europei non sudditi” – di conoscere con “chiarezza”:
    1- il “come” superare le “cautele” delle forze politiche nell’impegno comune di “cambiare l’Italia e riformare l’Europa” – confrontandone i contenuti che si propongono;
    2- se persisteranno le “ostilità” di forze politiche nell’impegno comune di “cambiare l’Italia e riformare l’Europa” – propostoci – sommariamente – dal “chiarissimo professore” Mario Monti.
    A mio avviso, sono queste le scelte “basilari” sulle quali sarà possibile rilanciare – con il lavoro – il ruolo determinato e specifico del nostro Paese in Europa e nelle economie mondiali future ad essa competitive.
    Donato Galeone

  2. Lettera di saluto a Monti da “un cittadino qualsiasi”.
    Caro Mario Monti, sono lieta per lei del fatto che, dopo un anno di lavoro si senta di dire: -“L’emergenza finanziaria è superata, gli Italiani possono di nuovo essere cittadini d’Europa a testa alta.”- Sono contenta per le positive convinzioni con cui lascia il suo certamente non facile compito. Ma, mi creda, non proprio “a testa alta” piuttosto a testa bastonata, penso possano sentirsi, come me, una parte degli Italiani. Lei afferma che il PdL sia responsabile della fine anticipata della legislatura? Ho compreso bene? Lo stesso Pdl che l’ha fatta iniziare? Ma quale potere occulto ha questo Pdl per promuovere e spegnere un Governo? Questo mi fa sentire parte di un popolo di burattini e non mi piace. Ma io sono un cittadino qualunque e, mi scusi, della politica ad alto livello, capisco fino ad un certo punto. Berlusconi ha affermato che lui “non ha messo le mani nelle tasche degli Italiani”? Qualcosa di vero c’é. Quando iniziava a metterle ha lasciato a Lei l’amaro compito di farlo. Questo mi fa ricordare quando portai il mio alano tedesco a tagliare le orecchie. Il veterinario disse che dovevo restare fuori, perché Mosè (si chiamava così il cucciolo), vedesse soltanto lui “il cattivo” ed io lo avrei ripreso, dopo la tortura, per consolarlo e sarei sembrata “la buona”. Sembrata, sì, perché il cane, nelle mani del veterinario, ce l’avevo messo io.
    Mi scusi, Le parlo di cani e questo può sembrarle fuori luogo, visto che gli Italiani (I maiuscola) sono esseri umani, variegati nell’aspetto anche sul lato economico, giacché sappiamo bene che la ripartizione della ricchezza in Italia non gode dell’essere qualificata “giusta”, visto che il 10% delle famiglie possiede il 45% della “ricchezza”, scontrandosi con il dato per cui la somma del 50% delle (altre) famiglie arriva a raggranellare soltanto il 10 per cento della ricchezza totale. Ma questi dati Lei certamente li conosce. Li riporta la Banca d’Italia in un suo “bollettino sulla ricchezza delle famiglie”. Insomma, anche prima che giungesse Lei a “darci una mano” per recuperare il nostro orgoglio di Italiani, questo rapporto descriveva un Paese diviso in modo incisivo tra chi si può permettere una vita confortevole e chi, anche con la tredicesima di Natale (ammesso che abbia uno stipendio su cui contare), non riesce ad arrivare alla fine del mese, senza dovere chiedere aiuto, non si sa sempre bene a chi. Personalmente ho versato, tra una cosa e l’altra 2100 euro di “tasse”, condominio straordinario compreso. Ma sono una fortunata: ho un tetto sulla testa lasciatomi da mio padre che l’aveva pagato con un mutuo.
    No: non le voglio parlare di me. Le ricordo che nel post Economy 2050, dal titolo “L’Italia non sa più risparmiare” (che si avvale di un rapporto di “Banca intesa Sanpaolo”), risulta che oltre il 45% degli Italiani non soltanto non riesce più a risparmiare, ma stia vivacemente ponendo mano alle “ricchezze accumulate” (a causa di un reddito disponibile da brivido), per le necessità ordinarie. No: non per vacanze, spese natalizie, gioielli o altro. Proprio per la sopravvivenza. La stupisce? Non penso. Avrà fatto caso che i “compro oro” sono ovunque: nelle strade e sul Web, con l’interesse risvegliato delle “Fiamme Gialle”, in quanto nei «compro oro» per cui hanno effettuato più di 250 perquisizioni, suddivisi su tutto il territorio nazionale, c’è un totale per 163 milioni di beni e 500 conti bancari sequestrati, con 118 indagati in undici regioni d’Italia. Ma siamo lieti della sua serenità a fine percorso. Un’altra cosa che a me “cittadina qualunque” riesce difficile da comprendere è il perché, mediante un emendamento alla legge di Stabilità, il governo abbia previsto di prorogare di 12 mesi l’entrata in vigore delle disposizioni del decreto legge Salva Italia relative, rispetto alle funzioni delle Province. Mi creda: sarebbe stata una bella “botta” di fine d’anno. Purtroppo non è scoppiata. Ha fatto cilecca? Ma “L’accelerazione impressa alla fine della legislatura ha definitivamente archiviato la possibilità di convertire in legge il decreto 188/2012 che avrebbe dovuto tracciare la fine del riordino delle Province e l’istituzione delle Città Metropolitane.” Mi si dice. Qualcuno sarà più tranquillo, vero? Poi abbiamo saputo che: “In attuazione del decreto “Salva Italia” il 31 dicembre l’Agenzia delle Entrate scatterà una foto sui conti correnti e investimenti degli Italiani: ai risparmiatori sarà chiesto il pagamento dell’1 per mille (con soglia minima di 34,20 e massima di 1.200 euro) su tutti i prodotti e strumenti finanziari, aliquota che salirà all’1,5 per mille dal 2013, senza più tetto massimo.” Che sarà poi l’1per mille,no? Ma, per i clienti “più facoltosi”, “fatta la legge scoperto l’inganno”, pare che le banche (tenuto conto che l’imposta va pagata sui depositi amministrati al 31 dicembre), potranno suggerire, prima di fine anno, una facile operazione di “prestito titoli”, che poi saranno restituiti il 3 gennaio, mettendo nel frattempo il corrispettivo sul conto corrente. In tal modo quella famosa percentuale di Italiani che possiedono un patrimonio da 10 milioni (i quali dovrebbero pagare 15mila euro), saranno, per una volta, uguali a noi, cioè potranno limitare l’imposta a 34,20 euro. Niente a che vedere con il “colpo di mano” compiuto nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1992, quando il governo guidato da Giuliano Amato penetrò nei forzieri delle banche italiane prelevando il 6 per mille da ogni deposito. Coraggioso! Bello! Da restare nella storia. Unico, mi verrebbe da dire… D’altra parte pare che il 40% dei francesi (in maggioranza di destra), sia d’accordo con Gerard Depardieu trasferitosi in Belgio per pagare meno tasse. Quindi non soltanto Catherine Deneuve e la Bardot difendono l’attore. Chissà cosa accadrebbe in Italia se si andasse giù pesante sui risparmi dei facoltosi! Bene, mi sono dilungata anche troppo, ma l’ultimo pensiero lo vorrei dedicare alla speranza che avevamo avuto sulla promulgazione di una norma di legge costituzionale che stabilisse una riduzione del 50% sul numero dei parlamentari per ogni ramo del Parlamento. Come ci sarebbe parso bello come regalo di Natale! Ma Lei desidera che a farcelo sia la prossima legislatura di politici, i quali, naturalmente, si daranno una martellata da suicidio con molto piacere, no? Per poter discutere della questione verrà istituita una commissione ad hoc? Così guadagneranno anche loro, poverini! Intanto l’Italia si è comunque alleggerita: i suicidi sono stati tanti.
    Bianca Fasano. Cittadino d’Italia ius soli.
    “Agisci in modo da trattare l’umanità, tanto nella tua persona quanto in quella di ogni altra, sempre anche come fine e mai come semplice mezzo” (I. Kant)

  3. Dalla “lettera di saluto a Mario Monti” della cittadina d’Italia, Bianca Fasano, si richiama la ripartizione della ricchezza nel nostro Paese (10% delle famiglie possiede il 45% della ricchezza.
    Tra queste, una parte in crescita dal 2008, sono cittadini sostenuti dalle casse integrazioni salariali o sono sostenuti – da lunga durata – dalle indennità di disoccupazione ed, insieme, sono cittadini che “sopravvivono” nelle famiglie accumunati, non casualmente, dalla riduzione o dalla perdita di lavoro produttivo.
    Altra parte di cittadini (oltre l’11% che attendono lavoro e, tra questi, sono giovani che, a breve, raggiungeranno il 40%) sono cittadini-lavoratori e pensionati che nel 2012 non hanno avuto neppure un segno minimale di “EQUITA'”.
    Ma ripetuti segnali di lontana “crescita” – tanti – congiunti, ai prevalenti “rigori”.
    Non solo le antiche promesse belusconiane sulla riduzione delle tasse (IRPEF) sono state vanificate. Ma proprio una avera beffa di fine anno 2012 per i cittadini italiani, contriuenti primari,quali sono lavoraatori e pensionati.
    Governo Monti e Parlamento si sono resi responsabili, per puro calcolo elettorale, con il provvedimento “Legge di Stabilità” che può configurarsi solo di “facciata istituzionale” e quale “ultima occasione perduta nell’anno fiduciario parlamentare” in aggiunta – mi pemetto – alle più articolate segnalazioni della cittadina d’Italia ius soli, Bianca Fasano.
    Penso di poter ridefinire l’anno parlamentare 2012 un anno “tanto senza anima quanto senza proposte progettuali” più che necessarie per avviare una “graduale” ripresa “vera” e visibile dell’economia reale in crisi.
    Ed, innaziutto,partendo da una “rivoluzione morale” tra l’uso di ingenti ricchezze non finalizzate,essenzialmente, verso “rendite famigliari” ma verso investimenti,con più lavoro, creatore di benessere comunitario a tutti i livelli.
    Donato Galeone

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