La futura Presidenza tedesca dell’Unione e le sfide maggiori dei prossimi anni

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Sta per concludersi con il 2006 il semestre di Presidenza finlandese dell’Unione e con il 2007 il passaggio di consegne sarà   fatto alla Presidenza tedesca. Sono questi passaggi di testimone che, di presidenza in presidenza, diventano sempre più complessi, non soltanto a livello interno ma anche per quanto riguarda il ruolo dell’Unione sulla scena mondiale. Un inaspettato nuovo incendio in Medio Oriente a luglio o i difficili rapporti con la Russia, soprattutto in materia energetica, sono gli ultimi esempi di sfide sempre più concrete per la nostra Europa che esigono risposte tempestive e coerenti.
Il programma della Presidenza tedesca per il primo semestre 2007, ancorato senz’altro per continuità   a quello finlandese, va visto in una prospettiva più a lungo termine perchà© parte di un programma più vasto che delinea già   le priorità   comuni delle future presidenze portoghese e slovena, consegnate in un documento recentemente trasmesso al Consiglio per discussione.
I temi prioritari da affrontare sono evidentemente molteplici, ma in primo luogo ci sono i temi legati al futuro dell’Unione, al suo funzionamento e al processo costituzionale. La Presidenza tedesca avrà   il compito, dopo la pausa di riflessione, di riannodare il dialogo fra gli Stati membri al riguardo e di proporre un’analisi per gli sviluppi futuri entro giugno 2007 affinchà©, come previsto, vengano poi prese concretamente tutte le iniziative necessarie all’adozione di un Trattato costituzionale nel secondo semestre del 2008. Non sarà   un impegno facile dopo i «no» francese e olandese e la sospensione della ratifica da parte di 7 Paesi, vista anche la posizione della Germania a sostegno del mantenimento della sostanza politica dell’attuale progetto. La necessità   di raggiungere un accordo è comunque essenziale per il futuro dell’Europa e, a più breve scadenza, anche in vista delle elezioni europee del Parlamento e del mandato da conferire alla nuova Commissione nel 2009.
A questo tema è legato quello sull’integrazione europea e sui futuri allargamenti. Con il 1° gennaio 2007, entreranno Romania e Bulgaria e la priorità   sarà   quella di assicurare la loro piena integrazione nelle strutture dell’Unione. D’altra parte, è sottolineata anche la priorità   di lavorare ad assicurare che tutti i nuovi Stati membri abbiano l’occasione di entrare a far parte dello spazio Schengen appena possibile. Importante sarà   anche la preparazione ad un ulteriore allargamento della zona Euro, dato che altri Stati membri rispondono ai criteri di convergenza fissati nei Trattati. Per quanto riguarda i negoziati di adesione in corso, essi proseguiranno, anche se il particolare caso della Turchia seguirà   una sua più complicata traiettoria. Infine, la stabilità   alle frontiere dell’Unione, e in particolare nei Balcani, continuerà   ad essere una priorità   per l’Europa, ma anche i rapporti con i Paesi dell’Est e con i Paesi del Mediterraneo saranno impegni prioritari che dovranno portare, a breve termine, ad una più coerente e adeguata politica di vicinato. Inoltre, la soluzione pacifica e globale del conflitto in Medio Oriente è finalmente entrata a pieno titolo sull’agenda dell’Europa.
Il futuro dell’Unione, la sua efficacia, il suo sviluppo economico e sociale è altresì legato agli ambiziosi obiettivi della strategia di Lisbona e della strategia rinnovata dell’Ue per lo sviluppo sostenibile adottata nel 2006. Le tre future presidenze, e in modo più specifico la Presidenza tedesca, hanno già   tracciato a grandi linee le loro priorità   in tema di competitività  , di completamento del mercato interno, di rafforzamento della ricerca, di educazione e di formazione. La Presidenza tedesca ha voluto comunque prendere una posizione forte per quanto riguarda la dimensione sociale ed ambientale dell’Europa. Nel suo programma si legge una volontà   di analizzare costantemente le ripercussioni sociali provocate dall’adozione della legislazione europea, prendendo come punto di partenza il dibattito che si è verificato sulla direttiva relativa alla liberalizzazione dei servizi (la direttiva Bolkestein). A questo proposito, il Cancelliere Angela Merkel ha ipotizzato la creazione a livello europeo di un organo competente in materia, incaricato proprio della valutazione di tali ripercussioni.
Ed infine la priorità   della politica energetica è vista dalla Presidenza tedesca sotto il doppio profilo della vulnerabilità   e della dipendenza esterna dell’Europa (la crisi del gas in Ucraina all’inizio del 2006 ne ha fatto una chiara dimostrazione) e della necessità   di sviluppare fonti alternative di energia volte anche a combattere il surriscaldamento del pianeta. Diversificare le fonti di approvvigionamento sarà   vitale per l’Europa (prova ne è il recente accordo firmato tra l’Ue e il Kazakistan), ma anche garantire vie di transito sicure (alcune di esse passano anche dalla Turchia), proseguire nella liberalizzazione dei mercati e rafforzare la concorrenza, investire maggiormente in energie rinnovabili sono le prime risposte a sfide che l’Europa si trova ad affrontare sul piano interno ma anche, come viene ormai definita, nella sua politica estera energetica.
Questi sono solo alcuni dei grandi temi che le future presidenze dell’Unione dovranno affrontare. Solo l’intima convinzione di un’Europa ambiziosa, unita, solidale e aperta al mondo puಠincoraggiare nell’andare avanti su questo difficile cammino.

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