La Commissione europea presenta l’agenda sulla competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza

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L’agenda prevede 12 azioni, fondate sulla collaborazione con gli Stati membri, le imprese e le parti sociali

La Commissione europea ha recentemente presentato l’agenda per le competenze dell’UE sulla competitività sostenibile, l’equità sociale e la resilienza. Questo documento, che pone obiettivi da raggiungere nel prossimo lustro, prevede 12 azioni, fondate sulla collaborazione con gli Stati membri, le imprese e le parti sociali. In questo meccanismo, il bilancio dell’Unione servirà da catalizzatore per sbloccare gli investimenti pubblici e privati nelle competenze. Le iniziative avanzate dalla Commissione europea si fondano sul pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dalle istituzioni e dai capi di Stato e di governo dell’UE nel novembre 2017, e sulla comunicazione sulla costruzione di un’Europa sociale forte per transizioni giuste, pubblicata nel gennaio 2020.

L’agenda della Commissione ha come scopo quello di garantire che il diritto alla formazione e all’apprendimento permanente si trasformino in realtà positive per i cittadini e le cittadine di tutta l’UE. In particolare, è posta enfasi sulla ripresa sostenibile in seguito alla crisi sanitaria; inoltre, è evidenziato come le imprese necessitino di lavoratori e lavoratrici dotati di competenze tali da consentire di affrontare al meglio le transizioni verde e digitale. Va, infatti, sottolineato che, dal momento che queste ultime hanno e avranno un impatto significativo sulle nostre vite, è necessario che chiunque possa godere sia di un’istruzione sia di una formazione adeguate al fine di ottenere buoni risultati nella vita.

Ciò è stato enfatizzato dalla pandemia, che sta obbligando molte donne e molti uomini a cambiare professione o a adattarsi a un mercato del lavoro quanto mai mutevole. L’Unione Europea deve, dunque, fare in modo che le proprie competenze siano pertinenti per rafforzare la competitività sostenibile, garantire l’equità sociale e sviluppare la resilienza. Tra le 12 azioni individuate dalla Commissione europea, vi sono: il sostegno dell’UE agli interventi strategici nazionali in materia di sviluppo delle competenze; l’attuazione delle iniziative delle università europee e lo sviluppo delle competenze degli scienziati; l’aumento dei laureati e delle laureate in materie scientifiche, tecnologia, ingegneria e matematica (le cosiddette “discipline STEM”) e la promozione delle competenze imprenditoriali per la vita; la nuova piattaforma Europass.

La Commissione europea ha, inoltre, fissato specifici obiettivi per il prossimo lustro, basati su indicatori esistenti che permetteranno di monitorare annualmente, grazie al Semestre europeo, i progressi conseguiti. Nel complesso, si stima che entro il 2025 verranno svolte 540 milioni di attività di formazione, di cui 60 milioni per le persone adulte con bassa qualifica e 40 milioni per i disoccupati e le disoccupate. In questo modo, il numero complessivo di adulti e adulte con competenze digitali di base dovrebbe aumentare fino a raggiungere i 230 milioni.

Per far sì che tali obiettivi possano essere raggiunti, l’Unione Europea necessiterà di nuovi investimenti pubblici e privati, stimati in circa 48 miliardi di euro annui. La Commissione europea ha avanzato una proposta relativa a NextGenerationEU, lo strumento europeo per la ripresa post-pandemia, che prevede significativi cambiamenti nel bilancio UE. Si ritiene, infatti, che i fondi dell’Unione possano catalizzare gli investimenti nelle competenze delle persone. Nello specifico, per il periodo 2021-2027, sarà possibile mobilizzare il Fondo sociale europeo Plus (con una dotazione proposta di 86 miliardi di euro), Erasmus (26 miliardi) e la sezione “investimenti e competenze in ambito sociale” di InvestEU, lo strumento per incrementare finanziamenti su crescita e occupazione (3,6 miliardi). Inoltre, il programma Europa digitale (9,2 miliardi) garantirà investimenti nello sviluppo di competenze digitali avanzate per permettere la padronanza delle nuove tecnologie. Ancora, il dispositivo per la ripresa e la resilienza (560 miliardi in sovvenzioni e prestiti) offrirà agli Stati membri la possibilità di finanziare le iniziative di sviluppo delle competenze e di riqualificazione, a patto che vengano adottate le riforme necessarie.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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Nato a Cuneo nel 1995, ha conseguito il Master of Arts in Studi Interdisciplinari Europei - Major in European History and Civilization presso il College of Europe di Natolin (Varsavia), con una "Mention Excellent (conferred by the authority of the Academic Council)." Ha precedentemente ottenuto la Laurea Triennale in Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione e la Laurea Magistrale in Scienze Internazionali - Profilo in Studi Europei, nel cui ambito ha altresì ottenuto il Diploma Interdisciplinare in Migration Studies, presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell'Università degli Studi di Torino. Fondatore di "Italy in Natolin," la Society delle studentesse italiane e degli studenti italiani al College of Europe di Natolin, è responsabile culturale del giornale "La Regionisto," che si occupa di analizzare il ruolo delle regioni nel processo di integrazione europea.

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