L’UE sollecita impegni concreti al G8

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Il Vertice del G8, in programma a Toyako in Giappone nei giorni 7-9 luglio, «è un’occasione da non perdere per affrontare le urgenti sfide globali» secondo il presidente della Commissione europea, Josà© Manuel Barroso, che partecipa alla riunione in rappresentanza dell’UE.
Cambiamenti climatici, sviluppo, instabilità   dell’economia mondiale e aumento dei prezzi dei generi alimentari e del petrolio sono secondo Barroso le questioni sulle quali è importante che i leader del G8 assumano impegni concreti. «Dobbiamo indirizzare gli sforzi al raggiungimento di un accordo sul cambiamento climatico globale entro il 2009, realizzare gli obiettivi di sviluppo del Millennio e reagire al rialzo dei prezzi dei generi alimentari e del petrolio. In un momento così difficile per l’economia globale e le popolazioni più povere, la nostra determinazione ad agire deve essere inequivocabile» ha dichiarato il presidente della Commissione europea.
In materia di lotta ai cambiamenti climatici la posizione dell’UE prevede una ripartizione degli sforzi «equa ed equilibrata», con il coinvolgimento delle economie emergenti e dei Paesi in via di sviluppo sulla base di responsabilità   differenziate in relazione alle rispettive capacità  . Rispetto allo sviluppo l’UE intende confermare il suo impegno e assumere un ruolo guida nella realizzazione degli obiettivi del Millennio, invitando tutti i partner a mantenere e accrescere gli impegni relativi agli aiuti allo sviluppo: dal 2002 l’aiuto pubblico europeo è aumentato del 30% e nel 2007 proveniva dall’UE il 60% dell’aiuto mondiale.
In campo economico-finanziario l’UE invita i G8 a non cedere a spinte protezionistiche su commercio e investimenti e di portare a termine il ciclo di negoziati di Doha in modo «equilibrato e ambizioso»: secondo Barroso «la comunità   globale ha moltissimo da perdere creando nuove barriere». Per quanto riguarda l’aumento dei prezzi di carburanti e generi alimentari l’UE ribadisce l’importanza di «trovare soluzioni strutturali ai problemi strutturali», ad esempio riducendo l’elevata dipendenza globale dai combustibili fossili.

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