Iniziativa dei cittadini europei (ICE): un bilancio a sei anni dall’entrata in vigore

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9 milioni di europei si sono avvalsi dello strumento di partecipazione democratica

In occasione della giornata ICE, promossa dal Comitato economico e sociale europeo il 10 aprile, la Commissione europea ha adottato la seconda relazione sull’applicazione del regolamento che disciplina lo strumento di partecipazione democratica, introdotto dal Trattato di Lisbona del 2007 ed entrato in vigore nel 2012.

Cos’è l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE)

Mediante ricorso all’ICE, i cittadini europei possono invitare la Commissione a formulare proposte di atti legislativi da adottare nelle materie di competenza dell’Unione. Per attivare il meccanismo è necessaria la costituzione di comitati comprendenti almeno 7 cittadini dell’UE che abbiano raggiunto l’età per esercitare il diritto di voto alle elezioni per il Parlamento europeo e che risiedano in altrettanti Paesi membri.

Ai comitati spetta il compito (arduo) di raccogliere un milione di dichiarazioni di sostegno, sottoscritte da cittadini europei di almeno 7 dei 28 Stati membri, entro un anno dalla registrazione ufficiale della campagna, rispettando altresì le differenti soglie minime di firme previste per ciascuno Stato.

Qualora la campagna raggiunga l’obiettivo, la Commissione è tenuta, previo incontro con i rappresentanti del comitato promotore e loro eventuale pubblica audizione innanzi al Parlamento europeo, a comunicare le azioni che intende intraprendere in merito all’oggetto della proposta, senza essere peraltro vincolata a proporre l’effettiva adozione di un atto legislativo.

I risultati raggiunti (2012-2018)

Il primo triennio (2012-2015) ha visto la registrazione di 31 iniziative, a fronte di 20 domande di registrazione rifiutate ab origine. Tre le iniziative che hanno conseguito il numero minimo di sottoscrizioni richieste:

  • Right2Water, avente ad oggetto il riconoscimento del diritto all’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari quali servizi pubblici fondamentali per tutti;
  • One of Us, diretta a vietare il ricorso ad embrioni umani nella ricerca scientifica;
  • Stop Vivisection, volta a richiedere l’eliminazione della sperimentazione animale nell’Unione Europea.

Delle tre, Right2Water ha spinto la Commissione ad intraprendere un processo culminato con l’adozione, lo scorso febbraio, di una proposta di revisione della direttiva sull’acqua potabile; le altre due, invece, hanno visto la Commissione limitarsi ad azioni interlocutorie o astenersi dal procedere ad ulteriori iniziative.

Il triennio successivo (2015-2018) ha visto dimezzarsi le proposte registrate, a fronte, però, di una più puntuale adesione delle stesse ai requisiti previsti, tradottasi in sole 2 registrazioni rifiutate.

Una sola proposta ha raggiunto l’obiettivo in termini di sottoscrizioni: Stop Glyphosate, richiedente la messa al bando del glifosfato quale pesticida. La Commissione ha tuttavia ritenuto di non dover procedere alla formulazione di proposte legislative in tal senso, limitandosi a promuovere iniziative volte ad accrescere la trasparenza del sistema di valutazione del rischio dell’UE.

Prospettive future: il nuovo regolamento

Pur ritenendo soddisfacente il bilancio dei primi 6 anni di ICE, la Commissione ha dichiarato di voler introdurre ulteriori semplificazioni regolamentari per rendere il sistema maggiormente accessibile ed incoraggiarne la fruizione da parte dei cittadini europei. A tale scopo è stata adottata la proposta per un nuovo regolamento, il quale prevede, tra gli altri, l’offerta di un servizio gratuito per la raccolta dei dati, la riduzione dell’età minima per la sottoscrizione a 16 anni e un miglioramento del sistema di follow up.

Spetta ora al Parlamento europeo e al Consiglio il compito di adottarlo.

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