
La nuova proposta legislativa della Commissione, chiamata Industrial Accelerator Act, punta a incrementare la produzione, la crescita delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro utilizzando tecnologie più pulite e all’avanguardia.
I principali settori interessati saranno quelli dell’acciaio, del cemento, dell’alluminio, dell’automotive e delle tecnologie a emissioni zero. La legge prevede requisiti “made in EU”, regimi di sostegno pubblico e/o basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici, nonché l’adozione da parte degli Stati membri di un’unica procedura di autorizzazione digitale per accelerare e semplificare i progetti di produzione.
La proposta regola gli investimenti strategici superiori a 100 milioni di euro in cui un paese terzo controlla gran parte della produzione mondiale: tali investimenti devono creare lavoro (almeno il 50% di occupazione europea) e innovazione, ma l’obiettivo finale è generare valore reale nell’UE, contribuendo alla sicurezza economica e alla resilienza della catena di produzione dell’UE.
L’Industrial Acceleration Act sfrutta i punti di forza del mercato unico per sostenere i mercati dei prodotti Made in EU e promuovere un’industria e degli investimenti sostenibili.
L’iniziativa è una proposta di regolamento che mira a realizzare la visione di Draghi, creando una domanda di prodotti e regimi puliti nell’UE. Ora si attende il riscontro dopo i negoziati tra il Parlamento e il Consiglio dell’UE.












