Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della XVIII Riunione informale dei Capi di Stato del Gruppo Arraiolos

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Riportiamo di seguito le Dichiarazioni alla stampa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della XVIII Riunione informale dei Capi di Stato del Gruppo Arraiolos

Da Arraiolos a Porto, girando per l’Europa per vent’anni, e riflettendo, ogni volta, su temi attuali di primaria importanza: questo è lo scopo di questo foro di riflessione che questo Gruppo di Capi di Stato, senza compiti di governo, ogni anno rinnova in maniera proficua.

Vorrei ringraziare anch’io il Presidente Rebelo, l’amico Marcelo, non soltanto per averci ospitato, ma per aver impostato il lavoro di questa giornata. E per aver introdotto e concluso i dibattiti di entrambe le sessioni in maniera assolutamente puntuale.

Due sessioni che sono state proficue.

Abbiamo lavorato bene, intensamente, con franchezza, con molta libertà, come in un foro di riflessione.

Credo che sia ragionevole sottolineare come al primo posto fosse collocata l’Ucraina, che rimane al primo posto nell’agenda europea dopo il mutamento del suo volto che la sciagurata aggressione della Federazione russa ha determinato nel nostro continente.

Abbiamo ribadito, come tutti hanno detto – lo ripeto anch’io – l’esigenza che l’Unione mantenga, con determinazione e compattezza, il sostegno all’Ucraina. E quanti siamo qui lo abbiamo espresso nella riunione e lo esprimiamo adesso con convinzione.

Abbiamo, naturalmente, ribadito l’auspicio che si possano creare condizioni di un processo di pace, che naturalmente deve essere giusta, e quindi basata sulla sovranità dell’Ucraina e sul rispetto delle regole del diritto internazionale.

Abbiamo parlato anche del futuro. Di come assicurare all’Ucraina prospettive anche per la sua ricostruzione e per la sua futura collocazione.

È una condizione – quella dell’Ucraina – che abbiamo tutti condiviso; condizione di sostegno che abbiamo tutti condiviso.

Nel pomeriggio abbiamo parlato di diversi temi.

Ne sono stati evocati alcuni, tra cui il cambiamento climatico. Io vorrei ancora pubblicamente ringraziare la collega, Presidente ellenica, per avere promosso, due mesi fa, un appello per il Mediterraneo che alcuni di noi hanno rivolto all’Unione e alla comunità internazionale.

Abbiamo parlato anche dei flussi migratori. È importante l’intesa che si è raggiunta due giorni fa a Bruxelles.

Abbiamo parlato, naturalmente, di allargamento all’Ucraina, di allargamento alla Moldova, e quando sarà il tempo, alla Georgia, con la convinzione che questo sia un effetto della consapevolezza che la crescente adesione all’Unione europea sia un fattore di stabilizzazione della comunità internazionale, che in questi decenni ha funzionato con grande importanza.

Questo è quello che ci siamo detti, che abbiamo sottolineato.

Abbiamo anche fatto riflessioni sulle tensioni in Europa che sono, allo stato, molto alte dopo quello che è avvenuto e che è ancora in corso.

Abbiamo parlato dei nuovi posizionamenti nella comunità internazionale.

E, in tutto questo panorama, tra alcuni mesi saranno chiamati al voto oltre 400 milioni di cittadini europei.

Abbiamo parlato di questo, delle prospettive, di quanto questo richieda una riflessione. Perché chiamiamo oltre 400 milioni di elettori a votare? Per decidere cosa? In che cosa ricade questo grande esercizio democratico?

Questo grande esercizio democratico deve ricadere su una struttura di Unione europea che abbia un’effettiva capacità di efficienza, di veloce decisione, di una capacità di efficacia di azione in questo mondo che sta cambiando.

È un obiettivo ambizioso, per cui serve un grande impegno, una grande collaborazione reciproca.

Ma questo è, d’altronde, lo stile dell’Europa: agire attraverso difficoltà e crisi.

Grazie ancora Marcelo.

Il link al discorso originale

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