Il futuro delle connessioni mobili in Europa

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Viviamo in una società tecnologicamente iperconnessa dove le reti tecnologiche, soprattutto quelle mobili, giocano un ruolo chiave e l’euforia digitale vuole sempre di più e sempre più in fretta. Per l’Europa è una grande sfida e non bisogna perdere questa potenziale e preziosa opportunità di crescita economica. In quest’ottica l’Unione Europea sta fornendo aiuti per lo sviluppo e la ricerca sulla nuova generazione di comunicazioni mobili (5G), creando partnership con paesi stranieri come la Corea del Sud, il Giappone e la Cina. Nel 2013, e successivamente con la definizione del programma Horizon 2020, il Parlamento europeo ha ricordato come la crescita economica, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro può essere stimolata solo tramite la presenza di un mercato competitivo nel settore delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT) e della banda larga. Molti analisti individuano una forte correlazione tra lo sviluppo di questo nuovo standard mobile e la crescita dell’economia europea. L’ICT rappresenta circa il 4% del PIL dell’UE e gli investimenti in ICT sono responsabili di circa la metà della crescita produttiva in Europa.

Da diversi contesti emerge le necessità di pensare a nuovi scenari dove la connettività gioca un ruolo chiave. Si pensi alle applicazioni legate all’ambito sanitario (E-health) dove i pazienti indossano dispositivi che in tempo reale comunicano al proprio medico lo stato di salute, permettendo loro di stare comodamente a casa e riducendo così i costi per la collettività. Per quanto riguarda i trasporti, la possibilità di aumentare le informazioni condivise sullo stato del traffico e ottimizzare i percorsi, i tempi e le emissioni. In ambito industriale e manifatturiero l’avvento di un nuovo standard di comunicazione permetterà di ridurre i costi di produzione e aumentare l’efficienza grazie ad un uso intensivo di sensori nel processo produttivo e di robot intelligenti che potranno condividere tra loro maggiori informazioni in modo più efficiente.

Con Horizon2020 (2014-2020) l’UE ha definito una partnership pubblico privata che prevede una rilevante partecipazione del mondo industriale (chiamato 5GPPP) sottolineando come le grandi innovazioni prevedano un nuovo modello di sviluppo a gruppi allargati e internazionali.

Il 5GPPP riceverà 700 milioni di euro dal programma Horizon e la stessa somma da fondi privati. L’Unione europea ha firmato diversi accordi di sviluppo e ricerca al di fuori dei propri confini e soprattutto in Asia dove probabilmente i servizi 5G vedranno il loro debutto. Nel 2014 è stato firmato un accordo con la Corea del Sud, patria del gigante della tecnologia Samsung. Nel maggio 2015 con il Giappone dove NTT DoCoMo (l’operatore mobile predominante del paese) ha realizzato ricerche sul nuovo servizio 5G che prevede di lanciare in concomitanza con le olimpiadi di Tokio nel 2020.

L’UE ha firmato un accordo con la Cina a settembre 2015 e il Ministero della Scienza e della Tecnologia ha fornito il suo supporto per una partnership tra l’ambito accademico e industriale (con partner industriali come Huawei).

Il Commissario Günther Oettinger (commissario europeo per l’economia e la società digitali nella Commissione Juncker dal 1º novembre 2014) recentemente si è detto ottimista riguardo ad un prossimo accordo con il governo statunitense.

Approfondisci:

5G-PPP

Scheda a cura di Maria Claudia Bodino (mariaclaudia.bodino@gmail.com)

 

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