I diritti dell’uomo sempre più in pericolo nel mondo

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Ogni anno Amnesty International pubblica un rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo. Il rapporto 2016/2017 è stato presentato il 22 febbraio scorso e analizza la situazione in ben 159 Paesi. Il primo messaggio che salta agli occhi è che i diritti umani stanno facendo inquietanti passi indietro in molte parti del mondo, inclusa questa nostra Europa che da settant’anni a questa parte aveva fatto dello stato di diritto e della dignità della persona le basi dei suoi valori fondanti.

Amnesty fa constatazioni amare : nel 2016 grandi sconvolgimenti politici hanno messo in luce la forza distruttiva dei discorsi intrisi di odio dei responsabili governativi di vari Paesi del mondo, da Trump (Stati Uniti) a Viktor Orban (Ungheria), da Narenndra Modi (India) a Recep Tayyep Erdogan (Turchia) e molti altri. Gli effetti nefasti di tali discorsi si fanno sentire sulle politiche attuate : molti Paesi hanno chiuso gli occhi di fronte a crimini di guerra e crimini contro l’umanità; hanno concluso accordi che privano milioni di profughi del diritto d’asilo e effettuano respingimenti; hanno adottato leggi che calpestano la libertà d’espressione; hanno soffiato sul fuoco dell’odio, del razzismo, della xenofobia; hanno inasprito le leggi sulla sicurezza e attuato politiche sempre più repressive.

Un quadro preoccupante che lascia intendere che, in futuro, si potrebbero maggiormente ridurre l’impegno e l’interesse della comunità internazionale per difendere i diritti umani, ad immagine di quello che, purtroppo, è successo, in particolare, ad Aleppo.

Per questa ragione, e di fronte ad un impegno che tende sempre più a ridursi da parte dei Governi, Amnesty International lancia un altro forte messaggio nel suo rapporto e pone nelle mani della società civile, della gente comune e della cittadinanza attiva il futuro e la salvaguardia di tali diritti. E’ un invito forte a ciascuno di noi, a ciascun cittadino a lottare concretamente su questo fronte, a partecipare ad un impegno di solidarietà globale che porti alla difesa della dignità umana, in qualsiasi parte del mondo essa sia calpestata.

I diritti umani nell’Accordo UE – Turchia

Accanto al rapporto sui diritti nel mondo Amnesty ha anche pubblicato un rapporto sull’attuazione dell’accordo UE-Turchia, ad un anno circa dalla firma. Il titolo del rapporto suona in italiano più o meno cosi “Un piano per la disperazione”, un titolo che esprime tutto il disagio dei rifugiati e richiedenti asilo non solo in termini di condizioni di vita ma anche di diritti e, in particolare, di diritto all’asilo.

Il rapporto denuncia un accordo che prevede di rimandare in Turchia, Paese considerato sicuro dalla stessa Unione Europea, i richiedenti asilo arrivati illegalmente in Grecia. La verità è che tale accordo ha lasciato, sulle Isole greche, migliaia di persone in condizioni di vita pericolose e squallide, abbandonate a loro stesse e senza una prospettiva di soluzione a breve termine. Non solo ma il rapporto denuncia anche rinvii illegali in Turchia, in flagrante violazione del diritto internazionale.

Nel documentare e denunciare le condizioni disumane in cui vivono i profughi , Amnesty lancia anche un appello che i leader europei dovrebbero prendere seriamente in considerazione: ”Nessuno dovrebbe morire di freddo alle porte dell’Europa. I leader che sostengono che l’accordo con la Turchia potrebbe essere il modello per ulteriori accordi con Paesi quali la Libia, il Sudan o il Niger dovrebbero esaminare le orribili conseguenze e sapere che quell’accordo non dovrà essere replicato”.

Un appello che non ha bisogno di commenti.

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