Eurobarometro: la lotta ai cambiamenti climatici è una priorità  

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Secondo il sondaggio pubblicato alla vigilia del Vertice di Copenhagen dall’istituto demoscopico europeo Eurobarometro, gli europei ritengono che la lotta al cambiamento climatico debba essere una priorità   e possa rilanciare la crescita economica dell’UE.
Nel commentare i risultati del sondaggio Margot Wallstrà ¶m, vicepresidente della Commissione Europea, ha definito «chiaro» il messaggio dei cittadini europei secondo i quali «la lotta al cambiamento climatico deve restare una priorità   assoluta dell’azione UE e non deve essere vista come mutualmente esclusiva rispetto al superamento della recessione economica».
Venendo ai dati, il 63% dei cittadini europei ritiene che il cambiamento climatico sia un problema «molto grave», Il 24% lo ritiene «abbastanza grave» e solo il 10% non gli attribuisce carattere di gravità  .
Secondo la percezione degli europei l’unica questione che precede nella scala delle priorità   la lotta ai cambiamenti climatici è il contrasto della povertà   collocata al primo o al secondo posto dal 69% degli europei.
Inoltre, più della metà   della popolazione dell’UE ritiene che la lotta contro il cambiamento climatico possa avere un effetto positivo sull’economia europea (la pensa così il 63% degli intervistati) e che «la protezione dell’ambiente possa rilanciare la crescita economica nell’Unione Europea» (56%).
Industrie, cittadini, Stati membri e istituzioni comunitarie devono perಠprofondere un maggiore impegno su questi temi: solo il 19% ritiene che imprese e industrie facciano abbastanza e solo il 30% ritiene sufficiente l’impegno dell’UE.
Per quanto riguarda l’impegno dei cittadini l’indagine Eurobarometro rileva due dati significativi: il 63% degli intervistati si sente parte attiva nella lotta ai cambiamenti climatici e il 49% si dichiara disponibile a sostenere costi più elevati per a comprare energia prodotta da fonti a basse emissioni di gas serra; più della metà   degli intervistati appartenenti a questo gruppo accetterebbe un costo dell’energia maggiorato di più del 5%.

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