Embargo alla Libia ed emergenza umanitaria

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L’UE ha approvato una serie di misure restrittive nei confronti del regime libico di Muammar Gheddafi: un embargo su armi, munizioni e attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione dei manifestanti; un congelamento dei beni; un divieto di visto per il colonnello Gheddafi, i suoi familiari e altre persone coinvolte nella repressione violenta della popolazione civile.
Qualche giorno prima, il 24 febbraio, il Consiglio Giustizia e Affari Interni (GAI), aveva esaminato gli strumenti tecnici, finanziari e giuridici a disposizione dell’UE per affrontare la situazione in Africa settentrionale, facendo anche il punto sulle operazioni in corso e su quelle previste.
«Il fenomeno non riguarda solo l’Europa meridionale, bensì tutta l’Europa e il mondo intero» ha affermato il ministro dell’Interno ungherese, Sà ¡ndor Pintà©r, che presiede il Consiglio nel primo semestre di quest’anno. Pintà©r ha sottolineato lo «spirito di solidarietà  » emerso in seno al Consiglio e il fatto che «tutti e 27 gli Stati membri sono disposti ad impegnarsi e a fornire aiuto». Insieme alla Commissione europea il Consiglio Gai ha esaminato i fondi dell’Ue disponibili e le possibilità   giuridiche, convenendo sull’importanza che l’Europa continui a «sostenere gli sforzi profusi dai Paesi dell’Africa settentrionale per costruire un futuro democratico e più prospero».
Sul fronte operativo, a seguito di una richiesta formale di aiuto presentata dal ministro dell’Interno italiano, Roberto Maroni, il 20 febbraio scorso Frontex e l’Italia hanno avviato un’operazione congiunta denominata «Hermes 2011», nell’area centrale del Mediterraneo. L’obiettivo di questa specifica operazione è stato di aiutare l’Italia a far fronte ai flussi migratori effettivi (oltre 6000 migranti giunti sulle coste italiane e soprattutto a Lampedusa da metà   gennaio a fine febbraio 2011) e potenziali originari dell’Africa settentrionale. Vari Stati membri dell’Ue hanno fornito le dotazioni tecniche e il personale specializzato per svolgere questa operazione. Inoltre, Frontex ed Europol hanno avviato un’analisi del rischio relativa alla regione in modo da poter reagire più efficacemente all’evolversi delle situazioni. àˆ stato altresì attivato il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea allo scopo di accelerare il rimpatrio dei cittadini europei dalla Libia.
In risposta al gran numero di persone in fuga dalla Libia verso la Tunisia e l’Egitto, la commissaria europea agli Affari interni, Cecilia Malmstrà ¶m, ha poi confermato che l’UE è disposta ad aiutare questi due Paesi a far fronte alle possibili conseguenze umanitarie e, a tale scopo, sono stati stabiliti contatti con varie organizzazioni internazionali quali ad esempio l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR-UNHCR).
Più in generale, il Consiglio Gai ha espresso l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i 27 ministeri degli Affari esteri e degli Interni per potenziare la politica globale dell’UE nei confronti della regione.

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