Diari d’Europa #60 – Tornare coi piedi per terra in Europa

112

Tornare coi piedi per terra in Europa

Non sono solo le previsioni economiche dell’Unione Europea ad invitarci a tornare coi piedi per terra rispetto ai nostri sogni di ritrovato benessere dopo il Covid-19. Vale anche per i nostri viaggi nei prossimi mesi, e forse anni.
È già un problema superare le frontiere interne dell’UE, quelle che ormai avevamo dato per scontato non esistessero più; figuriamoci quelle esterne, per raggiungere Paesi a precaria sicurezza sanitaria. E quand’anche superassimo tutti questi ostacoli, resterebbe il problema se e in quali condizioni tornare a volare. Sono inchiodate al suolo molte compagnie aeree, quelle che riescono a decollare hanno appena i soldi per il carburante contato, salvo licenziare il personale a migliaia, come negli USA e in Canada. Va un po’ meglio in Europa dove generosi aiuti di Stato consentono di rimpolpare bilanci disastrati, come nel caso dei 9 miliardi dati a Lufthansa e 3, forse, ad Alitalia. Con la speranza che la nostra compagnia di bandiera (a mezz’asta) provveda al carburante indispensabile per farci arrivare sani e salvi a destinazione. Forse meglio viaggiare via terra.

Articolo precedenteCoronavirus e ricerca: proseguono gli investimenti dell’UE
Articolo successivo42 milioni di lavoratori e lavoratrici europei necessitano sussidi all’occupazione a causa della pandemia COVID-19
Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here