Diari d’Europa #218 – Covid: lavoratori di serie A e B

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È quasi un miracolo che i lavoratori siano riusciti nel tempo a condividere sacrifici e diritti, nonostante la grande diversità delle loro condizioni di lavoro.

La difficoltà di continuare su questa strada in salita è resa più dura dalle recenti trasformazioni dell’economia e del mercato del lavoro.

Adesso, in tempo di Covid, con la necessità di promuovere il lavoro “da casa”, le differenze aumentano e una nuova divergenza si fa strada: quella tra nativi e immigrati occupati in grado di lavorare in remoto.

La differenza più marcata si registra, nell’ordine, in Italia, Grecia e Spagna; molto ridotta nel Regno Unito, in Belgio e Francia: Paesi di più antica immigrazione dove più avanzato è il processo di integrazione.

Una ragione in più per accelerare politiche di accoglienza per chi viene a lavorare da noi.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.