Diari d’Europa #21 – Ursula e quei verbi al futuro

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Ursula e quei verbi al futuro

Con i tempi che corrono è importante parlare del futuro, anche senza pretendere di sapere quel che ne sarà. Vale oggi quanto scrisse l’autore de “Il piccolo principe”, Antoine de Saint-Exupéry: “Quanto al futuro, ciò che conta non è prevederlo, ma assicurarsi che ci sia”.
Con questa riserva di saggezza leggiamo le parole di ieri della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, quando ha annunciato che l’UE “interverrà” per ristabilire le regole della vita democratica nell’Ungheria di Viktor Orban e invitato a non prenotare vacanze quest’anno, con la previsione per gli anziani di dover stare chiusi in casa fino a dicembre.
Due diverse dichiarazioni declinate al futuro: la prima che sarebbe bene appartenesse al “futuro anteriore”, per una triste realtà che in Ungheria andava affrontata già in passato; la seconda, auspicabilmente in forma di “futuro prossimo “. Il più prossimo possibile, perché gli anziani facciano in tempo ad arrivarci.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

1 COMMENTO

  1. la proposta al futuro della presidente della commissione è necessaria,ma il futuro non c’e senza presente che lo costruisca passo dopo passo,mettendo basi solide perchè il futuro possa esistere Mancano oggi molti tasselli comuni

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