Diari d’Europa #198 – L’Europa delle disuguaglianze

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La Commissione europea ha pubblicato poche settimane fa un piano d’azione 2020-2025 contro il razzismo. In proposito, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA) ha individuato, dopo una vasta serie di indagini, livelli elevati di discriminazione razziale nell’Unione Europa, sottolineando in particolare gli ambiti di vita in cui tali discriminazioni si fanno maggiormente sentire.

Il 22% degli intervistati dichiara, ad esempio, di essersi sentito discriminato nella ricerca e sul posto di lavoro per via della propria origine etnica. Nella ricerca di un alloggio, il fattore scatenante alla base della discriminazione è il nome (44%), e il colore della pelle (40%). Per quanto riguarda l’accesso ai beni o ai servizi (pubblica amministrazione, trasporti pubblici, negozi, ristoranti, ecc.), i rom (28%) e le persone di origine nordafricana (27%) subiscono le discriminazioni più forti. 

Inquietano anche i dati pubblicati nel luglio scorso dall’associazione Lunaria relativi al razzismo in Italia: tra il 1 gennaio 2008 e il 31 marzo 2020 i casi documentati di razzismo sono stati 7.426, suddivisi fra violenze verbali (5340), violenze fisiche contro la persona (901), danneggiamenti alla proprietà (177) e casi di discriminazione (1008). Il rapporto indica anche che, nel complesso, il biennio 2018-2019 è stato il peggiore degli ultimi dieci anni. 

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.