Diari d’Europa #13 – La fine dell’UE nel 2040? Se va bene

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La fine dell’UE nel 2040? Se va bene

A voler prestare attenzione ai sondaggi non c’è di che rallegrarsi per l’Unione Europea e il suo futuro, cioè il nostro.
L’ultimo sondaggio in ordine di tempo parla chiaro: in questi primi vent’anni del nuovo secolo la fiducia degli italiani è crollata di trenta punti, una caduta media di un punto e mezzo all’anno. A questo ritmo basteranno altri vent’anni per chiudere i battenti.
Ma solo se va bene, molto bene: perché non presentarsi oggi all’appuntamento con la storia, dato dal Coronavirus all’UE, potrebbe precipitare la fine di una straordinaria avventura di pace e sviluppo che aveva visto proprio gli italiani tra i suoi più entusiasti sostenitori.
Difficile dire chi nel tempo sia cambiato di più, se gli italiani o l’UE.
Probabilmente entrambi. In peggio.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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