Dati Eurobarometro: mai così fiduciosi i cittadini Ue

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Il 56% degli europei è ottimista sul futuro dell’Ue, il 40% ha dell’Ue un’immagine positiva e il 68% (livello più altro di sempre) si sente cittadino europeo.

Secondo i dati contenuti nell’Eurobarometro “Standard 87”, raccolti nei giorni del primo anniversario di “Brexit” e resi noti qualche settimana più tardi, l’ottimismo degli europei e la loro fiducia nei confronti dell’Ue e dell’euro sarebbe in ripresa dopo gli anni difficili della crisi. Non solo, ma alcuni dati raccolti in 11 Paesi terzi (Australia, Brasile, Canada, Cina, Giappone, India, Norvegia, Russia, Stati Uniti d’America, Svizzera e Turchia) restituiscono l’immagine di una diffusa visione positiva dell’Ue.

Anche in tema economico i dati risultano sorprendentemente positivi: il 46% degli europei definisce buona la situazione della propria economia nazionale e, nella zona euro, sono tre su quattro gli europei che si esprimono a favore della moneta unica.

In cima alla lista delle preoccupazioni e delle sfide che l’Ue deve affrontare c’è il terrorismo: per la prima volta è questo il tema che fa registrare la percentuale più elevata (44%), seguito dalle migrazioni, molto presenti nel novero delle preoccupazioni sin dal 2015 e oggi segnalate criticamente dal 38% degli europei, dato in calo rispetto alle precedenti rilevazioni.

Arretrano, invece, in questa lista le preoccupazioni di ordine economico: la situazione economica preoccupa 18 cittadini su 100 (-2 punti percentuali rispetto alle precedenti rilevazioni), il debito pubblico si attesta al 17% (stabile) e la disoccupazione al 15% (un punto in meno) pur restando fonte di grande preoccupazione se, invece di guardare all’orizzonte europeo si guarda a quello nazionale.

Per quanto riguarda l’immagine dell’Ue percepita al di fuori dei suoi confini, due i dati salienti: un’opinione positiva generalizzata e diffusa. anche se i dati più contrastanti e controversi si registrano proprio nei Paesi che all’Ue sono più vicini (Russia, Norvegia e Svizzera) e la percezione dell’Ue come un «luogo di stabilità in un mondo in difficoltà»

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