Dalla Commissione la raccomandazione a mantenere i controlli di frontiera

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La settimana scorsa la Commissione europea ha invitato il Consiglio ad autorizzare gli Stati membri già interessati a prorogare i controlli di frontiera temporaneamente ripristinati in virtù della eccezionalità rappresentata dalla spinta migratoria in atto. Di questa possibilità, introdotta nel 2012 nell’ordinamento europeo, si erano avvalsi nel maggio del 2016 Germania, Austria, Svezia, Danimarca e Norvegia. Tale proroga ha una durata di tre mesi dalla prossima decisione del Consiglio. Stando alla norma non saranno possibili ulteriori proroghe addotte allo stesso motivo, poiché il tetto di dodici mesi previsto sarà in questo caso raggiunto. Per questi Paesi non si potrà invece escludere in futuro il ripristino dei controlli di frontiera per altre ragioni, come la minaccia alla sicurezza nazionale, all’ordine pubblico o alla salute pubblica, fattispecie da sempre contemplate dal trattato.

La Commissione, pur sottolineando i positivi passi avanti fatti in materia di controllo delle frontiere esterne e di gestione comune della immigrazione, ha ritenuto che non siano ancora del tutto soddisfatte le condizioni a suo tempo poste per il ritorno al normale funzionamento dello spazio Schengen. In particolare viene evidenziata la permanente precarietà della situazione migratoria in Grecia e nei Balcani. Si ritiene perciò legittimo autorizzare gli Stati interessati a prorogare la misura eccezionale dei controlli limitati alle frontiere, ma soltanto dopo avere valutato  possibili alternative e nel rispetto di condizioni rigorose.

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