Commissione europea: due azioni nei confronti dell’Italia per la tutela ambientale e dei cittadini

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Lo scorso 7 marzo la Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’UE in due cause distinte riguardanti la legislazione ambientale.

La prima causa riguarda l’inquinamento da NO2 (biossido di azoto). La Commissione invita l’Italia a contenere i limiti di inquinamento nell’aria, limiti già stabiliti con una Direttiva del 2008 e che dovevano essere rispettati già dal 2010.  Il mancato rispetto dei limiti di NO2 riguarda, per l’Italia, 10 agglomerati e una popolazione di circa 7 milioni di persone. Gli effetti sulla salute sono importanti : malattie gravi e croniche come asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni.

Azioni analoghe a quella contro l’Italia sono già state adottate, in passato, contro Francia, Germania e Regno Unito.

La seconda causa contro l’Italia riguarda l’inquinamento dell’acqua. La Commissione, conformemente alla direttiva 91/271/CEE, accusa l’Italia di non garantire che tutti gli agglomerati con una popolazione di oltre 2000 abitanti dispongano di adeguate reti fognarie per le acque reflue urbane. Ritiene, in particolare che, negli utlimi 13 anni,  almeno 620 centri abitati in 16 regioni violino le norme UE sugli obblighi di raccolta o trattamento delle acque reflue urbane. Da qui il rischio di gravi conseguenze per l’ambiente e i cittadini e il necessario intervento della Commissione.

Queste decisioni si basano sulla  Direttiva del 2008 sulla qualità dell’aria e sulla Direttiva del 1991 sulle acque reflue. Nel 2018 è stata pubblicata la comunicazione “Un’Europa che protegge: aria pulita per tutti”. Queste norme hanno portato a 14 le cause di infrazione nei confronti degli Stati membri che non rispettano i limiti imposti dalle direttive sopra citate.

Per approfondire

Il comunicato della Commissione

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