Cambia la mappa politica dell’Unione Europea

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C’era una volta nell’Unione Europea la “maggioranza Ursula”, un’ampia alleanza di forze politiche di centro-sinistra che prendeva il nome dall’attuale presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, democristiana europea portata a quel vertice da un’intesa tra Angela Merkel e Emmanuel Macron, senza troppo considerare l’esito del voto europeo del maggio 2019.

Da allora il vento della politica europea si è mosso in altre direzioni, mentre sull’Europa irrompevano uno dopo l’altro due “cigni neri”, simbolo dell’imprevedibilità della storia, come la pandemia da Covid e la guerra in Ucraina, disegnando prospettive inattese per il futuro del processo di integrazione europea.

Non stupisce quindi che in questo contesto si stia modificando la mappa politica europea, come segnalano una serie di risultati elettorali nei Paesi membri di questi ultimi mesi. E’ il caso di una svolta a destra – e in alcuni casi con componenti di estrema destra – registrata prima in Svezia, Italia, Finlandia e Bulgaria e, nel giro dell’ultimo mese, in Grecia e Spagna.

In questi due Paesi dell’area mediterranea  l’esito elettorale ha scosso il quadro politico, spingendo la Grecia verso nuove elezioni per assicurare ai conservatori la maggioranza assoluta in Parlamento e provocando un’improvvisa crisi di governo in Spagna con la convocazione di elezioni politiche anticipate in pieno mese di luglio, con una previsione di un buon esito elettorale per conservatori e destra, compresa quella estrema del partito di Vox che aveva accolto con entusiasmo la leader di Fratelli d’Italia.

Se poi a tutto questo si aggiungono le note posizioni, tra il conservatore e il reazionario, dei Paesi di Visegrad (Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca), allora diventa facile capire perché quella “maggioranza Ursula” si possa erodere e rompersi in occasione delle prossime elezioni del Parlamento europeo di inizio giugno 2024.

Non sarà facile per il Presidente francese e il Cancelliere tedesco, entrambi in difficoltà a casa loro,

resistere a questa erosione, con il primo che spera di poter ancora contare sull’ala meno conservatrice dei democristiani tedeschi, con l’obiettivo di frenare le forze politiche in crescita dell’estrema destra.

Anche le forze di governo in Italia, reduci dalla conferma politica che la maggioranza ha incassato dalle recenti elezioni amministrative, cercheranno nuovi spazi nelle alleanze europee, con Fratelli d’Italia che proverà a proseguire nella marcia di avvicinamento verso il Partito popolare europeo dove troverà quello che resta di Forza Italia lasciandosi, più spostata a destra, la Lega ancora in compagnia della poco presentabile Marine Le Pen e di altre componenti dell’estrema destra europea.

Nell’anno che ci separa dalle elezioni europee assisteremo a molti movimenti nelle alleanze tra le forze politiche, a cominciare dall’imminente semestre a presidenza spagnola, senza ancora sapere chi sarà al governo a Madrid e mentre altre nubi si addensano ai confini dell’Unione, con la guerra che continua in Ucraina.

E’ il caso in particolare della Turchia e dei suoi problematici rapporti con l’UE, ma anche dei Paesi balcanici dove crescono le tensioni tra le diverse comunità, come ci ricordano, gli incidenti in Kosovo dei giorni scorsi.

E tutto questo senza dimenticare che l’Unione Europea è alle prese, al suo interno, con impegni importanti: dalla prosecuzione sulla strada in salita della politica ambientale alla definizione di nuove regole per il Patto di stabilità attese entro fine anno, mentre in alcuni Paesi, come in Germania, ritornano segnali di crisi economica e mentre la Banca centrale europea è ancora lontana dal riuscire a raffreddare l’inflazione.

Quanto basta per fare all’UE i migliori auguri per il suo futuro.

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