Cala nell’UE il divario occupazionale tra uomini e donne nel decennio 2014-24, ma rimane ancora alto

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Secondo recenti dati Eurostat, nell’UE il divario occupazionale di genere – ossia il differenziale tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile per le persone tra i 20 e i 64 anni di età – è calato dell’1.1 % nel decennio 2014-2024.

Questa tendenza di riduzione generale, che mostra un leggero riequilibrio nella ripartizione dei posti di lavoro tra uomini e donne in favore delle ultime, è più pronunciata in alcuni Paesi (come Malta, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Croazia e Olanda), mentre è assente in Grecia, se non addirittura inversa in altri Stati membri (tra cui spiccano Cipro, Bulgaria, Romania e Italia), dove sono aumentati gli occupati di sesso maschile a scapito di quelli di sesso femminile.

Stando ai dati del solo 2024, l’indicatore risulta piuttosto marcato, segnando 10 punti percentuali (con il tasso di occupazione maschile all’80.8 % e quello femminile al 70.8 %). Tuttavia, se si scompone il mercato del lavoro nelle diverse tipologie contrattuali esistenti, si osserva che le donne rappresentano una quota maggiore rispetto agli uomini negli impieghi part-time e in quelli più precari, come i contratti a termine e i lavori saltuari.

Per approfondire: Women at work: a snapshot of EU’s gender employment gap 

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