Asilo a rischio in Italia e nell’UE, secondo l’UNHCR

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Quanto sta facendo l’Italia con la politica dei respingimenti «preoccupa» anche perchà© «mette in pericolo il sistema di asilo in tutta Europa», secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (ACNUR-UNHCR) che ha chiesto al governo italiano di tutelare il diritto d’asilo.
I responsabili dell’UNHCR per l’area del Mediterraneo osservano come esista «una certa confusione» in ambito europeo su questa materia, ma denunciano che con i respingimenti «non si dà   possibilità  » alle persone che hanno i requisiti di chiedere asilo, «e sui barconi ce ne sono sempre molte» dichiarano. Inoltre, il respingimento automatico di migranti attuato dalle autorità   italiane verso la Libia preoccupa anche perchà© questo Paese non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1951, oltre che per le gravi condizioni di detenzione cui sono sottoposti i migranti in Libia secondo quanto denunciano da varie indagini e inchieste.
L’intenzione, espressa già   in passato da alcuni esponenti politici europei e ora riproposta dal ministro degli Esteri italiano ed ex vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, di voler procedere a un eventuale controllo dei requisiti fuori dal proprio territorio è un concetto molto pericoloso, sostiene l’UNHCR, perchà© potrebbe essere estesa ad altri Paesi e significherebbe che «l’UE chiude completamente le porte» anche a persone che fuggono da persecuzioni e violenze di ogni tipo.
Così, ricordando che il principio del non respingimento (non refoulement) è un principio fondamentale che non conosce limitazione geografica, mentre la politica ora applicata dall’Italia mina l’accesso all’asilo nell’UE e comporta il rischio di violare tale principio, l’Agenzia dell’ONU ha chiesto ufficialmente alle autorità   italiane di «riammettere le persone rinviate dall’Italia e identificate dall’UNHCR quali individui che cercano protezione internazionale», richiesta sulla quale si è detto d’accordo anche il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon che ha espresso «pieno appoggio» all’iniziativa dell’Alto Commissariato per i Rifugiati. Dal canto suo, l’UNHCR sta cercando di fornire assistenza umanitaria e protezione alle persone rinviate in Libia dall’Italia e dai primi colloqui risulta che alcune di loro chiedono protezione internazionale e potrebbero avere diritto a tale protezione, ad esempio cittadini somali ed eritrei.
Alle affermazioni del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, secondo cui tra i migranti che giungono illegalmente via mare non ci sarebbero potenziali richiedenti asilo, rispondono i dati ufficiali dell’UNHCR: nel 2008 oltre il 75% dei migranti giunti in Italia via mare (che rappresentano solo il 10% circa dell’intera immigrazione illegale annua) ha fatto richiesta di asilo e al 50% di questi è stata concessa una forma di protezione internazionale; più del 70% delle circa 31.000 domande d’asilo presentate nel 2008 in I’Italia proveniva da persone sbarcate sulle coste meridionali del Paese; il maggior numero di domande d’asilo in Italia è stato presentato da cittadini provenienti dalla Nigeria, seguiti da persone in fuga dalla Somalia e dall’Eritrea, dall’Afghanistan, dalla Costa d’Avorio e dal Ghana.

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