Ancora polemiche sul «pacchetto energia-clima»

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Crisi finanziaria ma anche «pacchetto energia» al centro della discussione tra i capi di Stato e di governo riuniti a Bruxelles per il Consiglio europeo, con la Polonia che minaccia il veto al «pacchetto» perchà© ne «condivide gli obiettivi ma non i mezzi».
Secondo il governo polacco, infatti, se dovesse essere approvata la proposta della Commissione europea sulla riduzione delle emissioni di CO2 i costi dell’energia elettrica aumenterebbero del 90%. Per cercare partner allineati su tali posizioni, la Polonia insieme all’Ungheria ha anche organizzato un mini Vertice, prima del Consiglio europeo, tra nove Paesi dell’est europeo con l’obiettivo di trovare una posizione comune per ottenere modifiche del pacchetto proposto dalla Commissione. Critiche condivise anche da altri Stati membri dell’UE (quali l’Italia) e dall’organizzazione degli industriali europei BusinessEurope.
A tali critiche, e alla richiesta del governo italiano di maggior flessibilità   nelle misure previste contro le emissioni di gas a effetto serra, ha risposto il presidente della Commissione europea, Josà© Manuel Barroso. «Flessibilità   per raggiungere questi obiettivi sì, ma dobbiamo mantenere chiaramente l’obiettivo di una riduzione almeno al 20% dei gas serra. Non vedo alcuna ragione di cambiare questi obiettivi. Tutti ora, anzi, vanno dicendo che dobbiamo aver imparato la lezione, dovremmo anzi aver agito prima, tutti gli argomenti sono a favore di un maggiore impegno» ha dichiarato Barroso, sottolineando che gli obiettivi non devono essere rivisti al ribasso e che «sarebbe un vero errore mondiale se la crisi finanziaria facesse dimenticare la sfida del cambiamento climatico». Secondo il presidente della Commissione, la questione centrale consiste invece nel coinvolgere più profondamente nella lotta ai cambiamenti climatici il resto del mondo: «Di fronte a una minaccia mondiale serve una risposta mondiale», per questo «il nostro ruolo è chiedere di non dimenticare i nostri impegni sottoscritti unanimemente e presentati ovunque nel mondo, al G8 o alla Conferenza di Bali. Spero che prevalga l’etica della responsabilità   non l’ottica del breve periodo» ha concluso Barroso.

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