Aiuti allo sviluppo: il punto del Comitato OCSE

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Si è riunito il 15 – 16 dicembre scorso a Parigi il Comitato Assistenza allo Sviluppo (DAC) insediato presso l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).

Il principale obiettivo della sessione di lavoro era la «modernizzazione del quadro di valutazione dei finanziamenti per lo sviluppo, in modo da garantirne la credibilità e l’adeguatezza agli scopi nell’attuale contesto globale.

Le decisioni assunte renderanno il Comitato e i suoi componenti capaci di contribuire in maniera importante al futuro monitoraggio del quadro di finanziamento e al sostegno dei futuri obiettivi di sviluppo sostenibile.

Avendo come orizzonte temporale di riferimento il post – 2015 e come obiettivo quello di fissare per quella data «un’agenda dello sviluppo inclusivo e sostenibile per tutti», i componenti del DAC individuano «tre eventi decisivi per il 2015»: la terza conferenza internazionale sul finanziamento dello sviluppo, il Summit ONU per l’adozione dell’”Agenda post 2015” e la ventunesima Conferenza delle Parti (COP) nell’ambito della Convenzione sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change UNCCF).

In questa prospettiva il DAC invita l’OCSE a «utilizzare tutto il potenziale di un approccio interdisciplinare, per supportare i membri e i partner nella progettazione e nell’implementazione delle politiche necessarie».

Nelle conclusioni del meeting viene sottolineata la necessità di «mezzi e sforzi economici e non economici» e, per quanto riguarda queste ultime, si parla esplicitamente di «contributi e di entrate commerciali» e di «risorse pubbliche, risorse private», da utilizzare «con efficienza rispetto ai vantaggi comparativi», avendo un quadro chiaro dell’allocazione delle risorse. Per questo il DAC chiede «il continuo miglioramento dell’accessibilità dei dati statistici disponibili sull’allocazione delle risorse».

Gli Aiuti allo sviluppo (Official Development Assistance ODA) vengono definiti nelle conclusioni «un elemento cruciale della cooperazione internazionale allo sviluppo per l’implementazione degli obiettivi post 2015, soprattutto per le nazioni in stato di maggiore bisogno»; è quindi apprezzabile il fatto che, nonostante le «difficili circostanze» molti Paesi abbiano mantenuto elevati livelli di Aiuti allo sviluppo; per parte sua il Comitato «conferma il proprio impegno nel perseguire l’obiettivo di investimenti pari allo 0,7% del PIL in aiuti allo sviluppo da parte di tutti i Paesi sviluppati». Particolare attenzione nella destinazione di questi fondi va posta, secondo il DAC verso le nazioni meno sviluppate (Least Developed Cuntries, LDCs) verso i quali è stato riconfermato l’impegno assunto in sede ONU dello 0,15 – 0,20% del PIL.

Altro tema trattato nel corso del meeting è stata la valutazione della coerenza degli Aiuti allo sviluppo con i nuovi obiettivi e le nuove sfide: è stato deciso di «mantenere l’attuale definizione di Aiuti allo sviluppo e di aumentare la trasparenza circa il loro importo e gli utilizzi» e di «lavorare per un sempre maggiore coinvolgimento del settore privato».

Altre decisioni importanti hanno riguardato la «modernizzazione del sistema dei prestiti» e si è deciso di differenziare i tassi di sconto dei prestiti con l’obiettivo di facilitare la concessione dei prestiti ai Paesi in maggiore stato di bisogno.

Relazione sui lavori del Comitato

Reazioni delle ONG aderenti alla Piattaforma “Concord Europe”

Testo a cura di Marina Marchisio

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