Agenzia per i diritti fondamentali: tolleranza zero contro lo sfruttamento

L’Agenzia Europa per i diritti fondamentali (Fundmental Rights, Agency, FRA) ha pubblicato un Rapporto sulle forme criminali di sfruttamento dell’attività lavorativa che colpiscono i lavoratori, che si spostano all’interno dell’UE o che vi fanno ingresso. Dai dati emerge che lo sfruttamento criminale dell’attività lavorativa è esteso a numerosi settori (agricoltura, edilizia, servizi alberghieri e della ristorazione, lavoro domestico, manifatturiero).

Chi sfrutta il lavoro, sostiene ancora l’Agenzia, rischia mediamente una condanna inferiore a due anni o al risarcimento delle vittime. I lavoratori sfruttati hanno salari molto bassi -talvolta pari o inferiori a 1 euro l’ora – e giornate lavorative pari o superiori alle 12 ore per sei o sette giorni alla settimana. Un fattore importante che contribuisce all’attuale situazione di impunità generalizzata è la mancanza di denunce da parte delle vittime.

L’Agenzia avanza anche alcune proposte di azione e chiede agli Stati membri di un sistema di ispezioni globale, efficace e sostenuto da risorse adeguate sui luoghi di lavoro.Propone inoltre, la creazione di collegamenti forti tra le forze di polizia, i pubblici ministeri e le autorità di monitoraggio nella forma di ispettorati, servizi di assistenza e associazioni di datori di lavoro, anche in contesti transfrontalieri. Un’altra priorità individuata è la tutela delle vittime, soprattutto sul versante informativo: bisogna informare i lavoratori sia prima sia dopo il loro arrivo nell’UE

Infine, il Rapporto chiede un atto di responsabilità anche a soggetti datoriali e autorità nazionali (che devono emarginare da appalti e subappalti le imprese coinvolte nello sfruttamento dei lavoratori) e propone sistemi e azioni che da un lato, informino i consumatori sui rischi legati all’acquisto di prodotti o servizi che implicano uno sfruttamento grave dell’attività lavorativa e dall’altro, certifichino i prodotti e i servizi ottenuti nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, certificando così anche le imprese.

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