E se un giorno squillasse il telefono e dall’altra parte ci fosse un invito a partecipare direttamente alla discussione sulle politiche dell’Unione europea? È quanto è successo a un cittadino invitato a prendere parte a un Panel europeo dei cittadini sull’efficienza energetica. Un’esperienza che, nelle sue parole, gli ha permesso di «capire cosa significa essere un cittadino europeo».
I Panel europei dei cittadini riuniscono 150 persone, selezionate casualmente tra i cittadini dei 27 Stati membri, per discutere insieme di temi che riguardano la vita quotidiana e il futuro dell’Unione. Un metodo che richiama un’antica pratica democratica dell’antica Grecia, ripensata oggi per dare spazio a una pluralità di voci nel processo decisionale europeo.
La nuova stagione dei Panel è iniziata nei giorni scorsi a Bruxelles con il Panel sulla resilienza democratica. I partecipanti discuteranno il tema, elaboreranno proposte e, al termine del percorso, presenteranno alla Commissione europea una serie di raccomandazioni che potranno contribuire alle iniziative per rafforzare la democrazia nell’Unione.
Negli ultimi cinque anni, più di 1.000 cittadini europei hanno preso parte ai Panel, contribuendo al confronto su temi come la preparazione alle crisi, il bilancio dell’UE e il contrasto all’odio. Circa un terzo dei partecipanti è costituito da giovani, ma la selezione avviene in modo casuale, proprio per garantire la presenza di prospettive diverse e una maggiore varietà di esperienze e opinioni.
La partecipazione dei cittadini non si esaurisce quindi nel voto: attraverso questi strumenti, l’UE cerca di costruire spazi in cui le persone possano discutere, formulare proposte e contribuire concretamente alle politiche europee.
E la prossima volta che squillerà il telefono, chissà: potrebbe essere il tuo turno.
Per approfondire:Gruppi di cittadini: contribuisci a plasmare le politiche dell’UE che ti stanno a cuore













