È iniziato ieri il “tour des capitales” di Antonio Costa, un’operazione con cui il presidente del Consiglio europeo intende prendere nota delle posizioni degli Stati membri sul bilancio pluriennale post-2027.
La speranza è quella di trovare una sintesi per raggiungere un accordo intergovernativo in seno al Consiglio dell’UE entro la fine del 2026, senza il quale si rischierebbe di creare una battuta d’arresto nell’erogazione dei fondi europei. Infatti, l’attuazione degli atti legislativi e amministrativi sul Quadro Finanziario Pluriennale (da parte delle istituzioni comunitarie e degli Stati membri) è un processo complesso che richiede circa un anno.
I principali nodi politici che andranno risolti nei prossimi mesi riguardano la portata complessiva del QFP, i contributi nazionali al bilancio europeo e l’adozione di un nuovo pacchetto di risorse proprie dell’Unione.
Nel comunicato inviato a varie testate nazionali continentali, Costa tenta di porsi come figura di mediazione tra frugali e amici della coesione, ricordando l’importanza di preservare i finanziamenti per le politiche tradizionali dell’Unione (agricoltura, coesione territoriale, ricerca e transizione verde), ma senza dimenticare la recente evoluzione dello scenario globale e la conseguente necessità di investire in nuove priorità.
Tra queste emergono (1) le tanto discusse spese per la difesa (anche se molti preferiscono chiamarlo riarmo) per rafforzare sicurezza, deterrenza e autonomia dell’Unione entro il 2030 in risposta alla potenziale minaccia russa; (2) le riforme e le strategie per rilanciare la competitività europea, inscritte nell’agenda “One Europe, One Market” concordata al Consiglio europeo di aprile 2026, in particolare la riduzione della burocrazia, il completamento del mercato unico, la diversificazione delle relazioni commerciali, l’accesso alle materie prime critiche e l’accelerazione della transizione alle rinnovabili; (3) l’avanzamento del processo di allargamento dell’Unione e il rinnovato sostegno all’Ucraina.
Dal momento che buona parte del bilancio europeo deriva dai contributi nazionali, Costa fa notare come questi debbano essere equilibrati e non pesare in maniera sproporzionata sulle finanze degli Stati membri, ma anche che a un alleggerimento da questo lato non possa che seguire un aumento di dotazione delle risorse proprie dell’Unione. Viene quindi rilanciata l’idea della Commissione (appoggiata e potenziata dal Parlamento europeo) di un nuovo pacchetto. Senza un accordo su fonti di gettito sufficienti a finanziarne i programmi, è evidente che il bilancio di circa 2000 miliardi proposto lo scorso anno dalla Commissione per il settennato 2028-2034 dovrà essere ridimensionato.
Dopo le prime tappe in Slovacchia ed Estonia, il viaggio itinerante del portoghese proseguirà negli altri Paesi baltici e in Repubblica Ceca, e terminerà ufficialmente il 17 settembre.
Per approfondire
Listening to Europe, building its future – op-ed article by President Costa
Il presidente Costa visita le capitali dell’UE per discutere le priorità













