Sicurezza Sociale senza confini: nuove norme dell’Unione Europea in tema di previdenza sociale

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La sicurezza sociale è il sistema di interventi pubblici volto a tutelare i cittadini da vulnerabilità, povertà e rischi legati al lavoro o alla salute. In Italia, poggia su due pilastri fondamentali: l’assistenza sociale (per indigenti e inabili) e la previdenza sociale (per i lavoratori). Grazie alla portabilità dei diritti, per i cittadini e le cittadine europee è possibile essere aiutati anche se si vive o lavora in un altro Stato membro dell’Unione Europea.

Fin dal 2010, l’UE ha adottato norme per garantire il diritto alla sicurezza sociale a chi si trovasse in uno Stato membro diverso da quello di appartenenza. Da queste prime concessioni, il mercato del lavoro, e in conseguenza i sistemi sociali di diversi Paesi, hanno subito enormi cambiamenti. Prendendo atto di questa evoluzione l’UE ha modernizzato le norme in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei vari Paesi, semplificando così la mobilità lavorativa che vede oggi coinvolti circa 16 milioni di persone che vivono e lavorano in altro Stato membro.

Le nuove norme, che entreranno in vigore negli ultimi mesi del 2026, prevedono una semplificazione del coordinamento previdenziale, prevenendo casi di frodi e abusi nel lavoro transfrontaliero, ma anche garantendo una maggiore flessibilità alle persone che stanno attualmente cercando occupazione al di fuori dei confini nazionali e hanno diritto all’indennità di disoccupazione. 

Per approfondire: Protect your rights across EU borders with new social security rulesCouncil of the European Union AmendmentEURES

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