
L’esperienza di candidarsi per un lavoro senza conoscere la retribuzione offerta è molto comune. Allo stesso modo, sono molti i casi in cui dopo anni di lavoro ci si rende conto che un collega percepiva uno stipendio più alto o più basso per la stessa posizione. Dal 7 giugno questo non è più possibile grazie all’adozione delle nuove norme UE sulla trasparenza salariale.
Il provvedimento contiene una serie di regole per garantire trasparenza salariale, eliminare le pratiche arbitrarie attraverso cui alcuni dipendenti vengono pagati maggiormente di altri, ed applicare il principio di parità salariale tra donne e uomini.
Concretamente, ogni azienda è tenuta a rendere note queste politiche. Tutti i datori di lavoro devono informare i candidati sulla fascia retributiva prima del colloquio, senza domandare loro informazioni sulle loro retribuzioni attuali e precedenti. Coloro con almeno 100 dipendenti devono pubblicare informazioni sul divario retributivo tra lavoratrici e lavoratori. Inoltre, i lavoratori potranno avere informazioni sugli stipendi medi (quindi al netto di compensi aggiuntivi o trattamenti personali) dei colleghi e delle colleghe di pari livello.
L’obiettivo è anche quello di migliorare l’accesso alla giustizia per le vittime di discriminazione salariale, le cui sanzioni devono essere stabilite dai paesi dell’UE, e diminuire il divario retributivo di genere nell’UE che attualmente si attesta all’11.1%.
Per approfondire: il comunicato della Commissione












