
Petra Bayr, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha aperto la sessione primaverile a Strasburgo esortando l’Europa e i suoi parlamentari a dimostrare una forte leadership fondata su principi e determinata a farli rispettare, alla luce del delicato contesto politico internazionale di oggi.
Bayr afferma: “Si tratta di un contesto politico in cui il diritto internazionale viene distorto – e talvolte violato; in cui le norme democratiche sono messe in discussione apertamente e senza pudore; e cosa ancora più grave i diritti umani non sono più considerati universali, ma solo facoltativi”
Bayr dichiara che l’Europa è artefice della propria storia democratica e per cui deve mantenere un atteggiamento misurato nei modi, ma fermo nei principi, accompagnato da un’azione risoluta. Sottolinea che è proprio questa leadership a risultare oggi cruciale, invita l’Europa a prenderne la guida e a fare in modo che, sia le Nazioni Unite che le organizzazioni non governative ripongano fiducia nella difesa dei principi democratici e dei diritti dell’uomo.
Bayr invoca in particolare una piena solidarietà con l’Ucraina, proponendo l’istituzione di un fondo volto a risarcire gli ucraini per i danni causati dalla guerra e chiedendo che i responsabili dell’aggressione siano chiamati a risponderne. Inoltre, la stessa Bayr sottolinea che, anche di fronte a conflitti come quello in Iran o alla decisione della Knesset di estendere il ricorso alla pena di morte ai soli palestinesi, l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa debba strettamente attenersi ai propri principi e mantenere una posizione ferma.
Per quanto concerne il “network” di Jeffrey Epstein e il suo presunto legame con l’ex Segretario generale del Consiglio d’Europa, Bayr ribadisce il fatto che tale “network” sia in aperta contraddizione con tutti i principi su cui si fonda l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, e ribadisce che ogni vittima merita un’indagine completa, l’accertamento delle responsabilità e una risposta adeguata ai soprusi subiti.
Per approfondire: Comunicato stampa del Consiglio d’Europa











