Bilancio pluriennale UE: la posizione del Parlamento europeo

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Il dibattito sul Quadro Finanziario Pluriennale per il periodo 2027-2034 è entrato in una fase cruciale con l’approvazione della posizione ufficiale da parte della plenaria del Parlamento Europeo del 29 aprile. L’aula ha delineato una visione strutturale ambiziosa e orientata a una profonda trasformazione dell’architettura fiscale dell’Unione. Il fulcro della proposta risiede nella necessità di superare il paradosso di un’Europa a cui vengono assegnate responsabilità crescenti, dalla difesa comune alla transizione energetica, senza tuttavia dotarla di una capacità di spesa proporzionata. In tal senso, il voto parlamentare  ha formalizzato la richiesta di un bilancio pari all’1,27% del Reddito Nazionale Lordo (RNL), che si traduce in una dote complessiva di circa 2.014 miliardi di euro, vale a dire il 10% in più rispetto alla proposta della Commissione europea.

Tale aumento rappresenta uno dei punti di maggiore dissenso tecnico e politico fra Commissione e Parlamento e riguarda la gestione del debito accumulato con il NextGenerationEU. Il Parlamento propone una distinzione netta tra la spesa corrente e gli oneri derivanti dal rimborso degli interessi del debito pandemico, chiedendo che questi ultimi siano collocati al di fuori del bilancio. Questa manovra è ritenuta essenziale per proteggere i programmi faro dell’Unione che altrimenti rischierebbero di subire tagli lineari a causa dell’aumento dei tassi di interesse e delle scadenze dei rimborsi. Parallelamente, Strasburgo chiede politiche forti e adeguate delle politiche di coesione, per cui si chiedono 274,34 miliardi di euro, e della politica agricola comune, con una richiesta di 385,12 miliardi e maggiori finanziamenti per le altre politiche chiave dell’Unione, da Erasmus + a Horizon Europe. Questi pilastri della solidarietà europea, secondo l’aula, non devono essere sacrificati in nome delle nuove priorità sulla sicurezza e sulla competitività industriale.

Il Parlamento solleva inoltre una questione di metodo istituzionale, esprimendo forti perplessità riguardo alla tendenza verso una governance basata su piani nazionali unici, sulla falsariga di quanto avvenuto con il PNRR. Sebbene quel modello abbia garantito rapidità nell’erogazione dei fondi, gli eurodeputati temono che una sua estensione al bilancio ordinario possa indebolire la dimensione comunitaria a favore di una gestione intergovernativa opaca. La preoccupazione principale è che si arrivi a una sorta di rinazionalizzazione delle politiche europee, dove il controllo democratico esercitato dal Parlamento verrebbe drasticamente ridotto, lasciando spazio a negoziati diretti tra la Commissione e le capitali nazionali, escludendo inoltre e in tal modo una governance multilivello che includa regioni e autorità locali.

Per sostenere l’incremento del dieci per cento rispetto alle proposte iniziali della Commissione europea e rimborsare il debito di NextGenerationEU la strategia parlamentare punta con decisione sul rafforzamento delle risorse proprie. L’obiettivo è rendere il bilancio dell’Unione meno dipendente dai contributi diretti degli Stati membri, spesso fonte di veti incrociati e tensioni politiche, attraverso l’introduzione di nuovi prelievi fiscali su scala europea. Si fa riferimento esplicito a imposte mirate sul settore delle cripto-attività, sui servizi digitali e sul gioco d’azzardo online, oltre a un possibile potenziamento del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, misure che potrebbero garantire un afflusso di circa sessanta miliardi di euro annui. Questa visione non si limita a cercare nuove entrate, ma mira a un riequilibrio del potere fiscale che permetta all’Europa di agire come un attore sovrano e indipendente nelle grandi crisi internazionali.

La prossima tappa inizierà dopo che gli Stati membri avranno raggiunto un accordo su una posizione comune al riguardo. Certo è che si preannuncia un confronto serrato tra la visione parlamentare e la prudenza dei governi nazionali.

Per saperne di più: Comunicato del Parlamento europeo, EU long term burdget

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