Previsioni economiche d’autunno 2022 dell’Unione Europea

304

L’UE ha reso pubblici l’andamento economico dell’ultimo semestre 2022 e le prospettive per il prossimo anno.

Dopo una prima metà dell’anno caratterizzata dalla solidità e dalla crescita economica post-pandemica, l’economia dell’UE è ora entrata in una fase molto più difficile. Questa contrazione è una diretta conseguenza degli shock (economici, energetici, umanitari) scatenati dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina che stanno lasciando il segno sulla domanda globale e stanno rafforzando le pressioni inflazionistiche a livello mondiale (affievolendo il clima di fiducia in economia).

Di conseguenza, sebbene la crescita nel 2022 sia destinata a essere migliore di quanto previsto in precedenza (si stima una crescita del PIL reale del 3,3%), le prospettive per il 2023 indicano una crescita significativamente più modesta e un’inflazione marcatamente più elevata rispetto alle previsioni intermedie d’estate della Commissione europea. Si prospetta che le pressioni dovute ai rincari dell’energia, all’erosione del potere d’acquisto delle famiglie, a un contesto esterno più debole e all’inasprimento delle condizioni di finanziamento faranno entrare in recessione l’UE almeno fino al primo trimestre 2023.

In ragione delle crescenti pressioni sui prezzi, il tasso di inflazione è stimato al 9,3% nell’UE e all’8,5% nella zona euro. Dovrebbe diminuire nel 2023, ma rimarrà elevato, attestandosi al 7,0% nell’UE e al 6,1% nella zona euro, per poi scendere rispettivamente al 3,0% e al 2,6% nel 2024.

Resta, invece, resiliente il mercato del lavoro, che nel 2022 ha fatto registrare il massimo storico in numero di occupati nell’UE (213,4 milioni) e il minimo storico in tasso di disoccupazione (a settembre era pari al 6,0%). Secondo le previsioni i mercati del lavoro reagiranno al rallentamento dell’attività economica con un certo ritardo, ma resteranno comunque forti.

Sebbene i mercati del lavoro stiano resistendo egregiamente, il basso livello di crescita, l’elevata inflazione e le misure di sostegno connesse all’energia gravano sui deficit pubblici, che dal 3,4% complessivo del 2022 dovrebbe aumentare fino al 3,6% nel 2023.

Infine, le prospettive economiche restano caratterizzate da un livello di incertezza eccezionale, in quanto la guerra in Ucraina prosegue e il potenziale di ulteriori perturbazioni economiche è lungi dall’essere esaurito.

Per saperne di più: il comunicato della Commissione

Articolo precedenteIl patto per le competenze compie due anni e raggiunge i 1000 membri
Articolo successivoRassegna stampa dal 13 novembre al 19 novembre 2022
Leonardo Ghibaudo
Sono entrato a far parte di APICE dal 2019 e ho avuto la fortuna di ricoprire il ruolo di co-Vicepresidente dell'associazione dal 2022 al 2025. Mi sono laureato in triennale in Scienze Internazionali e in Magistrale in Studi Europei all'Università degli Studi di Torino. Mi sono, poi, avvicinato ai temi di difesa e sicurezza con un Master di Secondo livello (28° ISSMI) al Centro Alti Studi Difesa (Roma), dove sto attualmente conseguendo il Dottorato in Scienze della difesa e della sicurezza.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here