10 febbraio, Giorno del ricordo

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“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale (…)”

Inizia cosi’ l’articolo 1 della legge 92 del 30 marzo 2004, una legge che ha stentato anni per venire alla luce, traducendo in tal modo come uno degli eventi più tragici della storia recente del nostro Paese sia stato a lungo ignorato, rimosso o addirittura negato. Nel maggio del 1945, a guerra appena finita, 250-300.000 persone vennero sradicate dalla loro terra d’origine e costrette all’esodo, mentre circa 10.000 connazionali furono gettati nelle foibe. 

Un dramma che si è svolto in un momento storico che incrocia la fine della seconda guerra mondiale e la sconfitta del nazismo con l’inizio di una guerra fredda, un momento segnato da nuovi confini ideologici in Europa causando ulteriori sofferenze e persecuzioni ad una popolazione civile italiana costretta alla fuga.

Il giorno del ricordo assume quindi tutta la sua importanza per non dimenticare quel dramma e per ricordare quanto  importante sia il percorso fatto da allora dall’Italia e dall’Europa per consolidare la democrazia e la cooperazione fra i popoli.  Ma perché tragedie del genere  non si ripetano,  è necessario anche continuare a guardare in faccia la storia, è necessario conoscerla e tenerla viva, perché la più grande insidia di oggi è negare la memoria con l’indifferenza.

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