10 dicembre: Giornata mondiale dei diritti umani

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La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stata proclamata dalle Nazioni Unite a Parigi nel 1948, mentre alle spalle del mondo e dell’Europa fumavano ancora le rovine materiali ed umane della Seconda guerra mondiale.

Tanta distruzione e tanto orrore avevano portato i primi 58 Paesi membri dell’ONU a scolpire nella Dicharazione Universale principi civili ed umanitari, condensati in trenta articoli in cui vengono definiti i diritti di ogni cittadino del mondo. Un impegno per i Paesi aderenti non solo a rispettare tali diritti, ma anche a diffondere nel mondo i valori di democrazia, libertà, diversità e tolleranza.

Sono trenta articoli che non hanno perso nulla della loro attualità e basterebbe citare alcuni di essi per capirne tutta l’iniziale preoccupazione per il futuro dell’uomo e della sua dignità.

Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

Articolo 14 1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.

Articolo 15 1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.

Purtroppo, a distanza di più di settant’anni, il rispetto dei diritti umani è lungi dall’aver raggiunto gli obiettivi della Dichiarazione Universale. Ancora tante disuguaglianze, tanti diritti negati per la salute, per l’istruzione e per l’accesso a un lavoro dignitoso.  Ancora troppi conflitti, troppe situazioni in cui la pace è in costante pericolo e dove l’accoglienza in altri Paesi ha prezzi troppo elevati.

Questa giornata ci ricorda tuttavia quanto importante sia non smettere di difendere tali diritti e invita a guardare più lontano, oltre le paure e le indifferenze, per dare un senso alla dignità di tutti.

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