1° marzo, giornata contro le discriminazioni: sull’HIV pesa ancora il pregiudizio

7

Prima le persone. Questo lo slogan di UNAIDS, il programma delle Nazioni Unite per la lotta all’ HIV/AIDS con un obiettivo ambizioso: porre fine all’AIDS come minaccia sanitaria entro il 2030

In occasione della giornata contro le discriminazioni, che si celebra annualmente il 1° marzo, il programma vuole evidenziare le discriminazioni e gli stigmi che le persone sieropositive vivono.

Secondo i numeri, l’85% dei malati percepisce un pregiudizio, spesso interiorizzato, con conseguenze enormi: si cambiano le proprie abitudini, si nasconde il proprio status o addirittura si interrompono le cure antivirali.

I problemi che le discriminazioni si portano dietro sono molteplici: si evita la prevenzione, le persone non si informano. E le più colpite dalle discriminazioni restano le donne.

Collegato infatti al pregiudizio sull’HIV permane quello di genere: secondo i dati, le donne sieropositive intervistate (26.502 distribuite su 23 paesi) hanno confermato di aver subito qualche forma di coercizione negli ultimi 12 mesi. Questo incide sulla loro vita quotidiana, andando ad intaccare anche il loro accesso a giustizia e risarcimenti.

In questa data UNAIDS chiede ai governi di ascoltare. Ascoltare operatori sanitari, le comunità e i singoli individui, ricordando e sottolineando che essere sieropositivi è una condizione clinica, non un fallimento morale e che nessuna diagnosi vale più della dignità di una persona.

Per maggiori informazioni 1 marzo, giornata contro le discriminazioni UNAIDS 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here