Via libera dalla Commissione al piano italiano per la banda larga

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Un decisivo passo avanti è stato fatto i giorni scorsi verso il mercato unico digitale nell’Unione Europea: Bruxelles ha accolto positivamente ed approvato in tempi brevi il piano italiano per la banda ultralarga che punta a fornire una connettività di almeno 100 Mbps all’85% della popolazione, con priorità quella di raggiungere tutti gli edifici pubblici, soprattutto scuole e ospedali. Un bilancio di circa 4 miliardi di euro con un’attenzione particolare ai temi della concorrenza e della tutela dei consumatori, con il tentativo di escludere il rischio di monopoli.

Più connettività e banda larga quindi entro il 2022 per il rilancio del Belpaese che ad oggi si posiziona al penultimo posto all’interno dell’Unione per quanto riguarda la connettività.

La connettività e la diffusione di reti ad alta velocità sono due presupposti necessari per lo sviluppo dell’economia di un paese e di un mercato unico digitale.

Secondo l’indice DESI 2016 (l’indice della “digitalizzazione dell’economia e della società”) c’è un divario digitale profondo tra i vari Stati membri e l’Italia si ritrova al 25 posto nella classifica tra i 28 paesi membri.

Risale al dicembre del 2013 l’approvazione del piano precedente del valore di 2,5 miliardi di euro (“Piano digitale – Banda ultralarga”). Senza una strategia per il futuro si stima che nel 2018 il 26% delle famiglie italiane non sarà in grado di usufruire di una rete ad alta velocità.

La Commissione ha analizzato la proposta italiana prestando particolare attenzione alle norme dell’Unione Europea relativa agli aiuti di stato: favorire il libero mercato per offrire prezzi e qualità migliori ai cittadini e alle imprese rendendo accessibile l’infrastruttura ad altri prestatori di servizi con un occhio di riguardo alla libera concorrenza.

Grazie ad una mappatura dettagliata sarà possibile investire denaro pubblico, senza escludere investimenti privati, solamente in quelle aree “bianche” dove non sono previsti interventi nei prossimi tre anni, la connettività è bassa e non è possibile accedere a reti di nuova generazione.

In questo contesto verrà fortemente incoraggiato l’utilizzo delle infrastrutture già esistenti.

Questa nuova strategia cercherà di incoraggiare la concorrenza tra i vari operatori del settore e del mercato al dettaglio. Infatti le nuove reti non verranno semplicemente collegate alle infrastrutture esistenti dei grandi operatori ma sarà prevista la creazione di punti di accesso e interconnessione neutrali al fine di rendere l’accesso alla nuova infrastruttura più paritario.

La concessione di aiuti di Stato mediante gare di appalto aperte terrà in considerazione il principio di neutralità tecnologica: non è la tecnologia a fare da discriminante, l’aiuto non sarà allocato ad una precisa tecnologia ma verrà fatta un’analisi qualitativa in base alle peculiarità del progetto.

Entro giugno 2022 verrà redatto un piano di valutazione dettagliato del piano strategico che rimarrà in vigore fino a dicembre 2022.

I documenti relativi alle decisioni prese saranno consultabili sul sito web della DG Concorrenza e nel Registro degli aiuti di stato.

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Scheda a cura di Maria Claudia Bodino (mariaclaudia.bodino@gmail.com)

 

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