UE, verso il Data Government Act a beneficio della società, dei cittadini e delle imprese

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Un importante passo verso la sovranità digitale europea.

La Commissione europea sta radicalmente ridisegnando le modalità di condivisione e gestione dei dati pubblici e privati sul suolo europeo, proponendo una serie di importanti iniziative volte a garantire la trasparenza e la fiducia verso i cittadini e le aziende, ad assicurare la neutralità dai grandi monopoli tecnologici privati, e a creare uno spazio comune europeo dei dati con enormi potenzialità sociali ed economiche. Un occasione unica e necessaria per attrezzarsi e per tentare di rafforzare la sovranità digitale europea schiacciata oggi tra Stati Uniti e Cina.

L’evoluzione tecnologica porta con sé enormi opportunità che devono essere al centro di una discussione pubblica ampia e approfondita al fine di contribuire al bene della collettività e mantenere la persona al centro. Dopo l’introduzione nel maggio 2018 del regolamento europeo sulla protezione dei dati personali (General Data Protection Regulation – GDPR) [1], che ha introdotto norme uniche e severe in tutta l’UE garantendo ai cittadini un maggiore controllo sui propri dati personali e alle imprese condizioni di parità, la Commissione propone ora un ambizioso regolamento per migliorare la governance dei dati sia pubblici che privati.

Necessità resa ancora più evidente in questo periodo, dove la pandemia in corso e il cambiamento climatico, richiedono l’adozione di nuovi meccanismi, strumenti e infrastrutture per armonizzare e condividere informazioni coerenti e utili per permettere alle istituzioni di fornire risposte coordinate e globali.

La proposta di regolamento [2] per una governance europea dei dati rappresenta il primo insieme di misure annunciate dalla Commissione nella Strategia Europea [3] sui dati dello scorso febbraio. Essa può essere riassunta in cinque macro temi/pilastri:

  1. Condivisione e riuso dei dati del settore pubblico 
  2. Condivisione di dati tramite “intermediari” affidabili e neutrali a beneficio della società
  3. Creazione di spazi dati europei comuni
  4. Favorire forme di data “altruismo” per il bene comune
  5. Creazione dello “European Innovation Data Board” 
Dati previsionali per il 2025 – Commissione europea, https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-data-strategy_it

1.Condivisione e riuso dei dati del settore pubblico

Ogni giorno la pubblica amministrazione genera una quantità enorme di informazione, molta di questa è formata da dati pubblici, che nel passato erano destinati a rimanere relegati nell’ambito dei procedimenti amministrativi o di governo per i quali erano stati formati.

Oggi, grazie alle nuove tecnologie, sono risorse sempre più accessibili, aperte e quindi conoscibili e fruibili da tutti. Si pensi ad esempio ai dati sui trasporti, ai dati raccolti dalle ARPA che ci raccontano lo stato di salute del territorio, o ad esempio ai dati sui contagi da COVID19. Il patrimonio informativo pubblico è un giacimento che, se trattato con cura e attenzione e seguendo una governance condivisa, può abilitare la creazione di servizi più efficienti per i cittadini, la semplificazione di processi amministrativi, la trasparenza e la partecipazione e la creazione di prodotti innovativi da parte del mondo privato. 

La Direttiva UE del 2019 relativa all’apertura dei dati e al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico [4] che ogni stato membro dovrà introdurre entro l’estate del prossimo anno, si pone appunto l’obiettivo di promuovere il riuso del patrimonio informativo pubblico incentivando la creazione di prodotti e servizi innovativi basata sui dati aperti ( open data).  

In particolare, vengono indicate precise tipologie di dati che la pubblica amministrazione dovrà rendere facilmente accessibili e in modo gratuito. La norma individua chiaramente alcune categorie chiamate “ad alto valore socio-economico” che saranno prioritarie: alcuni esempi sono i dati del registro delle imprese, quelli sulla mobilità e quelli relativi all’osservazione dell’ambiente. 

La Direttiva costituisce quindi uno dei pilastri fondamentali su cui potrà reggere la futura data governance europea, patrimonio informativo pubblico che oggi rimane spesso inaccessibile e sotto chiave, e che invece sarà messo nelle condizioni di alimentare un virtuoso ecosistema condiviso a beneficio di tutti.

2.Condivisione di dati tramite “intermediari” affidabili e neutrali a beneficio della società

Minare il monopolio delle grandi piattaforme tecnologiche che controllano grandi quantità di dati dei consumatori è un altro chiaro e importante obiettivo che la proposta di regolamento si pone. La Commissione intende proporre un modello alternativo per preservare la trasparenza e la neutralità dei dati, attraverso nuovi strumenti di condivisione e meccanismi di intermediazione, neutrali e nel rispetto dei valori e dei diritti fondamentali europei, per rafforzare e rinnovare la fiducia dei cittadini e della aziende.  

Il nuovo regolamento prevede la creazione di un nuovo soggetto, quello degli “intermediari”, società senza scopo di lucro inserite in un apposito registro a livello europeo, che dovranno notificare all’autorità pubblica competente la loro intenzione di fornire tali servizi e garantire una netta separazione tra i servizi di condivisione dati ed altri eventuali servizi per evitare conflitti di interesse. Le attività di questi nuovi soggetti e il rispetto dei requisiti, sarà garantito dalle autorità pubbliche sia a livello nazionale che comunitario. 

3.Creazione di spazi dati europei comuni

Un altro importante pilastro è  rappresentato dalla definizione di “spazi dati europei”: la proposta,  già anticipata a febbraio nella strategia dati, prevede la creazione di spazi dati in settori economici strategici e ambiti di interesse pubblico, dai quali sarà possibile attingere in modo più accessibile dati, provenienti da diversi settori, per creare nuovi prodotti e servizi basati da parte di imprese, cittadini, mondo accademico e pubblica amministrazione. 

Gli spazi dati europei comuni, come furono prima i canali e poi le ferrovie e la rete autostradale,  dovrebbero tracciare la rete del mercato unico dati europeo, diventare le nuove infrastrutture digitali europee per la circolazione di servizi e prodotti basato sui dati. Questi spazi, ad esempio, dovrebbe contribuire ad una migliore gestione dei consumi energetici e accompagnarci verso una transizione ecologica consapevole.

Più precisamente gli spazi comuni europei dei dati proposti sono i seguenti:

  • dati industriali (manifatturieri)
  • dati sul Green deal
  • dati sulla mobilità
  • dati sanitari 
  • dati finanziari
  • dati sull’energia
  • dati sull’agricoltura
  • dati per la pubblica amministrazione
  • dati sulle competenze. 

4. Incentivare forme di data “altruismo” per il bene comune

La proposta mira a facilitare e incentivare la messa a disposizione volontaria da parte di cittadini, aziende e organizzazioni di dati per il bene comune (Data for Good) senza scopo di lucro. Saranno creati un registro europeo dedicato e una serie di strumenti per ridurre i costi e ottimizzare la portabilità e il riuso dei dati.

Questo provvedimento potrebbe aumentare la consapevolezza dei cittadini, stimolare pratiche di cittadinanza attiva e attivismo, dare più voce e nuovi strumenti a gruppi sottorappresentati e nuovi portatori di interesse sociali e pubblico.

5.Creazione del comitato europeo per l’innovazione sui dati

Verrà istituito un comitato composto da un gruppo di esperti, dai rappresentanti delle autorità competenti di tutti gli Stati membri, dal comitato europeo per la protezione dei dati, dalla Commissione e  altri rappresentanti delle autorità competenti in settori specifici. Il comitato ha lo scopo di consigliare e accompagnare la Commissione nello sviluppo di azioni coerenti, definire gli standard da utilizzare per la condivisione e l’interoperabilità nell’uso dei dati e la loro condivisione,  attività mirate a garantire un’armonizzazione  degli interventi in tutti gli Stati membri al fine di portare a terra la strategia dati sul suolo europeo.

La Commissione invita tutti, cittadini, imprese, istituzioni a esprimere feedback sulla proposta di regolamento fino al 23 gennaio 2021 [4]. Tutti i feedback ricevuti saranno sintetizzati dalla Commissione Europea e presentati al Parlamento Europeo e al Consiglio con l’obiettivo di alimentare il dibattito legislativo, inoltre i contributi ricevuti saranno pubblicati e resi consultabili.

Il Data Government Act diventerà legge solo dopo aver ricevuto l’approvazione dei Parlamenti nazionali.

Risorse:

Comunicato stampa: https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2102

[1] https://ec.europa.eu/info/law/law-topic/data-protection/eu-data-protection-rules_it

[2] https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/news/proposal-regulation-european-data-governance-data-governance-act

[3] https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/european-data-strategy_it

[4] https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12491-Data-sharing-in-the-EU-common-European-data-spaces-new-rules-

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