UE-Russia: non dimenticare i diritti umani

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In occasione del Vertice Ue-Russia, svoltosi il 31 maggio a Rostov sul Don, Amnesty International ha inviato una lettera alla presidenza dell’UE chiedendo di porre al centro dell’incontro la questione dei diritti umani.
La lettera fa riferimento in particolare alle estese violazioni dei diritti umani nel Caucaso del Nord e al deterioramento della libertà   d’espressione, soprattutto dei difensori dei diritti umani.
Secondo Amnesty International, l’UE dovrebbe rafforzare il legame tra questi incontri con la Russia e le Consultazioni UE-Russia sui diritti umani, gestite attualmente come due processi distinti. Di conseguenza, le questioni relative ai diritti umani non vengono approfondite in modo adeguato in occasione degli incontri tra i leader russi e quelli dell’UE.
«Non è accettabile che i diritti umani siano considerati un aspetto secondario. Il rispetto della libertà   d’espressione, il legittimo lavoro dei difensori dei diritti umani, il diritto a un processo equo e la protezione dalle minacce di morte non possono essere sottoposti a compromessi e subordinati a qualsiasi altro aspetto politico» hanno osservato i responsabili dell’Ufficio di Amnesty International presso l’UE, aggiungendo: «Le violazioni in corso nel Caucaso del Nord sono la prova che la situazione dei diritti umani in Russia deve essere oggetto di monitoraggio internazionale e che l’UE deve sollevare la questione in modo coerente in ogni occasione utile».

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