«Nonostante tutto, la vita è bella”, sono parole cariche di speranza e fiducia, quelle di Tatiana Bucci, sopravvissuta ad Auschwitz, insieme alla sorella Andra. Appena concluso il suo intervento, applaude l’intera aula della plenaria del Parlamento Europeo, convocata in occasione della Giornata internazionale in memoria dell’Olocausto.
Ogni 27 gennaio il Parlamento Europeo si ferma per commemorare la liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz nel 1945. La giornata è stata aperta dalla presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha lanciato un monito sulla recrudescenza dell’antisemitismo che «Si diffonde più velocemente che mai, amplificato online, trasformando vecchie menzogne in realtà mortali» – aggiungendo – «Ricordare l’Olocausto significa affrontare l’odio ovunque si manifesti, prima di consentirgli di mettere le radici». Subito dopo, nell’emiciclo sono risuonate le note del brano “La vita è bella”, composto da Nicola Piovani ed eseguito dalla cantante Noa.
Quindi ha preso la parola Tatiana Bucci, nata nel 1937 a Fiume, che allora si trovava in Italia. All’età di sei anni, insieme alla sorella Andra, di due anni più piccola, vengono deportate con alcuni familiari nel campo di sterminio di Auschwitz. Scambiate per gemelle, riuscirono a sopravvivere perché impiegate come cavie per gli esperimenti condotti dal dottor Mengele. Da allora hanno raccontato la loro vita, come testimoni della Shoah.
«Mi abituai subito a quella vita e capii di essere ebrea ascoltando parlare le guardie e compresi che noi ebrei eravamo destinati a quella vita, che non era vita, ma morte”. Dopo la liberazione, tornate in Italia, Andra e Tatiana trovarono la loro mamma in attesa alla stazione Tiburtina e con lei una folla che teneva in mano delle fotografie dei bambini, per sapere che fine avevano fatto dopo il rastrellamento del ghetto di Roma (nessuno di loro tornerà vivo a casa, ndr).
E in conclusione ha aggiunto: «Vorrei che tutti i bambini del mondo potessero avere la vita che dopo la guerra ho avuto io (…), che potessero diventare vecchi come lo sono diventata io. Nonostante tutto la vita è bella».
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