Spazio Europeo della ricerca: obiettivo quasi raggiunto

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Il 16 settembre la Commissione Europea ha presentato una Relazione sui progressi dello Spazio Europeo della ricerca (European Research Area, ERA), ossia del progetto europeo che mira a favorire un’intensa collaborazione tra ricercatori, che si concretizza in maggior competitività e nel più agevole scambio di informazioni scientifiche.

Molti i progressi evidenziati dalla Relazione: misure di sostegno dello Spazio Europeo della Ricerca nei programmi nazionali di riforma; sostegno UE, ad esempio con la promozione di procedure di assunzione aperte, il libero accesso alle pubblicazioni e ai dati e la parità di genere nell’ambito dell’intero programma “Orizzonte 2020”, sostegno allo Spazio Europeo da parte di enti finanziatori e istituti di ricerca; istituzione di un meccanismo di monitoraggio dell’ERA, che fornisce dati sempre più utili per valutare i risultati conseguiti dagli Stati membri e dagli istituti.

“Tocca ora agli Stati membri – ha detto la commissaria per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza, Máire Geoghegan – Quinn – provvedere a fare ulteriori riforme” a supporto dell’ERA: tra gli elementi – chiave citati da Geoghegan – Quinn “nuovi e consistenti finanziamenti, apertura del mercato del lavoro, la parità di genere e il libero accesso alle pubblicazioni e ai dati”.

La commissaria ha inoltre ribadito la disponibilità di risorse finanziarie: “la Commissione stanzierà 80 miliardi di euro nel programma Orizzonte 2020” anche se il quadro complessivo permane segnato da evidenti disparità tra gli Stati membri.

Proprio per questo il prossimo obiettivo dell’ERA è quello di “allineare e creare un coordinamento tra le varie politiche nazionali e tra queste e quelle europee”.

Obiettivo da centrare per il marzo 2015, data entro la quale ogni Stato membro dovrà presentare la propria tabella di marcia verso lo Spazio Europeo della Ricerca, in vista di un nuovo confronto allargato a Stati membri, istituzioni europee e organismi di ricerca.

Per saperne di più sull’ERA e sul comunicato:

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