Servizi, prime reazioni alla proposta modificata

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La proposta modificata della Commissione sulla direttiva servizi ha raccolto approvazione sia da parte della Presidenza austriaca del Consiglio sia dai principali gruppi politici europei: il Ministro austriaco dell’Economia, Martin Bartenstein, ha assicurato il proprio impegno per trovare un accordo politico anche se, ha sottolineato, i governi europei hanno posizioni diverse sulla liberalizzazione dei servizi.
I rappresentanti dei gruppi popolare (PPE-DE), socialista (PSE) e liberaldemocratico (ALDE), al pari del Presidente del Parlamento Josep Borrell, si dicono soddisfatti per questa proposta che «si basa ampiamente sul compromesso raggiunto in aula», mentre il gruppo dei verdi si è espresso criticamente per la discrezionalità   troppo ampia lasciata alla Corte di giustizia in relazione al campo di applicazione della direttiva.
Più caute le parti sociali: l’UNICE (Unione delle Confindustrie europee), che pure apprezza le semplificazioni per la libertà   di insediamento di un’impresa sul territorio dell’Ue, critica l’esclusione del lav), pur apprezzando gli sforzi della Commissione per mantenere l’essenziale del compromesso parlamentare, ne denuncia l’ambiguità   oro interinale dal campo di applicazione della direttiva, mentre la CES (Confederazione europea dei sindacati.
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