Secondo il CESE le proposte della Commissione per il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2028 non hanno ambizione politica

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Si arricchisce l’elenco di reazioni alla proposta della Commissione europea per il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 (QFP): è la volta del Comitato economico e sociale europeo (CESE), il quale ha raccolto le opinioni di rappresentanti istituzionali europei, ricercatori e rappresentanti della società civile in una conferenza ad hoc svoltasi lo scorso 15 maggio. Ne emerge un giudizio con più ombre che luci.

Il presidente della sezione Unione economica e monetaria, coesione economica e sociale (ECO) del CESE, Stefano Palmieri, ha sottolineato come il volume complessivo dei fondi messi a disposizione del QFP continui a mantenersi ad un livello troppo basso per poter produrre un tangibile valore aggiunto, proponendo un aumento dello stanziamento complessivo dall’1,11% del reddito nazionale lordo ad un più ambizioso 1,3%.

Le critiche hanno investito non solo l’entità complessiva degli stanziamenti, bensì anche la loro distribuzione: “inaccettabili”, secondo le parole del presidente del CESE Luca Jahier, i tagli alle politiche sociali, di coesione economica e all’agricoltura, “strumenti che hanno risparmiato all’Europa, ed in particolar modo alle frange più vulnerabili della società, ulteriori sofferenze in aggiunta a quelle già profonde patite in seguito alla crisi economica del 2007”.

Critiche sono giunte anche dalla relatrice del Parlamento europeo sul QFP Isabelle Thomas (SeD, Francia), secondo la quale i calcoli presentati nella proposta della Commissione non terrebbero conto del tasso di inflazione e dei necessari arrotondamenti, rendendo il quadro complessivo poco attendibile.

Tra le note positive globalmente emerse, si evidenziano l’inclusione di nuove priorità politiche, l’aumento degli investimenti nei settori della ricerca, del digitale, delle politiche per la gioventù e nel comparto della sicurezza e della difesa comune. Positivamente accolte anche le proposte di incrementare le risorse proprie dell’Unione e di dotarsi di strumenti adeguati per la stabilità dell’Unione economica e monetaria.

 

Per approfondire: il comunicato del CESE

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