Se ne è andato un Padre dell’UE

1227

Singolare questa coincidenza che registra, lo stesso giorno, la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi e l’apertura a Bratislavia di un atteso Vertice dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, il primo senza la partecipazione della Gran Bretagna.

Oggi a quel Vertice, chiamato a indicare una rotta a un’Unione in difficoltà, è come se le sedie vuote fossero due: quella dei britannici e quella, simbolica, di un grande protagonista della costruzione europea, uno degli architetti della moneta unica e uno statista che credeva in una futura Unione politica continentale.

Siamo in molti a non rimpiangere la sedia vuota inglese, siamo molti di più a sentire la mancanza di un uomo a cui l’Italia e l’Europa deve molto. L’Italia perché deve a Ciampi un sorprendente recupero di credibilità nell’Unione Europea e l’Europa che gli deve un nuovo protagonismo italiano nel processo di integrazione, purtroppo non sempre onorato da governi successivi fino a tempi recenti.

Non è un caso che si debba questo protagonismo a un uomo venuto dalla Resistenza e cresciuto nel Partito di Azione, un uomo delle Istituzioni più che della politica e che agli italiani e agli europei ha insegnato il valore dell’unità, in una stagione di divisioni e conflitti.

Di questo gli saremo riconoscenti, impegnandoci a proseguire su questa strada in Italia e in Europa.

Articolo precedenteI cittadini chiedono un maggiore sforzo contro l’evasione
Articolo successivoRassegna stampa dal 10 al 15 settembre 2016
Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here