Se ne è andato un Padre dell’UE

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Singolare questa coincidenza che registra, lo stesso giorno, la scomparsa di Carlo Azeglio Ciampi e l’apertura a Bratislavia di un atteso Vertice dei Capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, il primo senza la partecipazione della Gran Bretagna.

Oggi a quel Vertice, chiamato a indicare una rotta a un’Unione in difficoltà, è come se le sedie vuote fossero due: quella dei britannici e quella, simbolica, di un grande protagonista della costruzione europea, uno degli architetti della moneta unica e uno statista che credeva in una futura Unione politica continentale.

Siamo in molti a non rimpiangere la sedia vuota inglese, siamo molti di più a sentire la mancanza di un uomo a cui l’Italia e l’Europa deve molto. L’Italia perché deve a Ciampi un sorprendente recupero di credibilità nell’Unione Europea e l’Europa che gli deve un nuovo protagonismo italiano nel processo di integrazione, purtroppo non sempre onorato da governi successivi fino a tempi recenti.

Non è un caso che si debba questo protagonismo a un uomo venuto dalla Resistenza e cresciuto nel Partito di Azione, un uomo delle Istituzioni più che della politica e che agli italiani e agli europei ha insegnato il valore dell’unità, in una stagione di divisioni e conflitti.

Di questo gli saremo riconoscenti, impegnandoci a proseguire su questa strada in Italia e in Europa.

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