Rapporto annuale di Oxfam: alla ricerca di soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia

2025

Nel suo rapporto annuale Oxfam, una delle più note confederazioni internazionali specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, rileva che nel 2015 in Europa i livelli di povertà e disuguaglianza hanno raggiunto cifre inaccettabili e preoccupanti. Dalle stime conseguite con l’utilizzo dell’indicatore AROP (indicatore di rischio povertà o esclusione sociale), nell’Unione Europea 123 milioni di persone, pari a quasi un quarto della popolazione, sono a rischio di povertà ed esclusione sociale e quasi 50 milioni vivono in stato di grave deprivazione materiale e precarietà a fronte di spese impreviste.

Oxfam analizza le principali dinamiche su cui l’Europa, da sempre fonte di ispirazione per altri mercati e realtà comunitarie, dovrebbe prendere provvedimenti e delinea un preciso quadro di cause e conseguenze.

Si tratta di temi caldi quali, in primo luogo, l’occupazione, i salari bassi e disomogenei e il lavoro precario (il paese europeo più in difficoltà è la Grecia che ha superato la soglia del 15% di disoccupazione) che di fatto non favoriscono una spirale di progresso, senza contare che alcuni gruppi, quali donne, giovani, famiglie monoparentali e migranti, siano più a rischio di povertà perché vittime di minori opportunità e discriminazione rispetto ad altri, protagonisti invece di maggiori prospettive di ricchezza (in termini numerici il 9% delle famiglie che lavorano in UE, che equivale a oltre 8,5 milioni di persone, sono a rischio di povertà pur essendo occupate). Si viene a generare un vortice di disuguaglianza, frutto di un’iniqua distribuzione delle risorse, aggravato dalla crisi economica che ha travolto l’Europa e dalle conseguenti politiche di austerity in voga tra i governi europei soprattutto negli ultimi anni, che portano ad accentuare il già profondo divario sociale ed economico tra classi di poveri ed abbienti, ma tutti cittadini dell’Unione (dato sorprendente è che l’1% più ricco della popolazione europea possiede quasi un terzo delle ricchezze del continente).

Il quadro si aggrava se si pensa che, mentre i cittadini vengono schiacciati dalla pressione delle politiche fiscali, godono sempre meno dei servizi pubblici e nutrono crescente disaffezione per i propri governi, le lobby continuano a generare quell’impatto fortemente negativo sul sistema decisionale, alimentando una piramide il cui vertice è rappresentato dal potere economico, e al cui servizio, erroneamente, sta quello politico.

La Strategia Europa 2020 è stata varata con le più nobili intenzioni: migliorare la situazione sociale in tutta l’UE. Un idilliaco miraggio o possibile realtà futura? Oxfam suggerisce, a riguardo, una serie di raccomandazioni alle istituzioni e agli Stati membri UE, quali:

  • rafforzamento della democrazia all’interno delle istituzioni e maggiore partecipazione dei cittadini e di tutti gli stakeholder;
  • potenziamento della spesa per i servizi pubblici visti non come un costo, ma un investimento per il miglioramento della società stessa e la tutela dei più deboli;
  • garanzia e tutela per migliori condizioni di lavoro e salari dignitosi, senza diversità di genere o provenienza;
  • creazione e attuazione di eque politiche di integrazione e programmi attivi, volti a perseguire giustizia fiscale e lotta all’evasione, con maggiore trasparenza nelle procedure amministrative e di bilancio.

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Scheda a cura di Elena Tassone

 

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