Sulla scia dei rapporti di Enrico Letta e Mario Draghi sul completamento del mercato unico e il futuro della competitività europea, oltre alla bussola per la competitività, la Commissione ha proposto un incremento sostanziale delle risorse destinate a queste priorità (+140 % rispetto al QFP 2021-2027), per fornire all’Unione gli strumenti per affrontare le sfide più urgenti: colmare il divario di produttività con le altre potenze industriali (in primis Stati Uniti e Cina); ridurre le dipendenze in settori strategici quali tecnologie digitali e materie prime critiche; completare il mercato unico superando la frammentazione; abbassare i costi dell’energia e sviluppare competenze essenziali a rilanciare la competitività.
Il perno della rubrica è il Fondo europeo per la competitività (ECF), che unifica 14 programmi prima distinti, ripartendoli tra quattro pilastri:
- Transizione pulita e decarbonizzazione industriale (67,4 miliardi di euro).
- Salute, biotecnologie, agricoltura e bioeconomia (22,6 miliardi).
- Leadership digitale (54,8 miliardi).
- Difesa e spazio (130,7 miliardi), l’ambito che beneficia dell’aumento più consistente (quasi il triplo rispetto al QFP 2021-2027).
Il programma di ricerca e innovazione Orizzonte Europa, istituito nel QFP precedente, è stato integrato nel nuovo fondo ECF, pur mantenendo la propria autonomia, con una capacità di 175 miliardi (quasi il doppio rispetto all’ultima programmazione), e l’obiettivo di rafforzare la capacità innovativa della ricerca e renderla fruibile per le imprese europee, in particolare in settori ad alto valore aggiunto.
Le risorse complessive del fondo ECF, includendo Orizzonte Europa e il Fondo per l’innovazione, ammontano a 450 miliardi di euro nella proposta iniziale.
Importante novità è l’adozione di una piattaforma unica di accesso per tutti i progetti finanziati: nella situazione attuale, l’accesso ai fondi europei è limitato da un’alta complessità burocratica, che frena la competitività scoraggiando le imprese nella presentazione di progetti innovativi.
La semplificazione, spiega la Commissione, permetterebbe al tessuto imprenditoriale europeo di accedere in maniera più rapida e agevolata ai fondi, incentivando investimenti, innovazione e scalabilità (cioè il consolidamento e l’espansione di imprese che si sono affermate nel mercato).
Responsabili del fondo saranno la Commissione tramite le sue Direzioni Generali incaricate, nel contesto di una governance decentrata che coinvolgerà agenzie esecutive, la Banca europea per gli investimenti (BEI) e banche nazionali di promozione (ad esempio Cassa Depositi e Prestiti in Italia) nella mobilitazione di capitali.
La rubrica prevede poi altri programmi:
- Il Meccanismo per collegare l’Europa (lo strumento che finanzia le infrastrutture transeuropee per l’energia, la mobilità e i trasporti) che viene più che raddoppiato, arrivando a una dotazione complessiva di 81,4 miliardi di euro, e il Programma per il mercato unico (SMP), con 6 miliardi.
- Sui temi istruzione, democrazia e valori europei, Erasmus+, in cui confluisce il Corpo europeo di solidarietà, vede il proprio budget aumentare a 40,8 miliardi; AgoraEU (8,5 miliardi), che sostituisce i programmi Europa Creativa e CERV (Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori), sosterrà i progetti legati al rafforzamento della democrazia e del pluralismo informativo, con impatti sulla cultura e la società civile; il programma Giustizia (798 milioni) ha l’obiettivo di costruire uno “spazio europeo di giustizia” maggiormente efficiente e integrato.
- Il nuovo Meccanismo di protezione civile dell’Unione (UPCM+) per rispondere alle emergenze (tra cui quelle sanitarie) è dotato di 10,7 miliardi.
Le cifre della Commissione per questa rubrica (589,5 miliardi complessivi) sono state riviste con lo schema di negoziato presentato a giugno da Cipro, presidente di turno del Consiglio dell’UE nel primo semestre del 2026, con un taglio di 23 miliardi. Di questa riduzione ne risente in particolare il fondo ECF, che è passato da 450 a 433,8 miliardi di dotazione, scontentando soprattutto i Paesi frugali, che vorrebbero più risorse per competitività e difesa.
Spetta ora alla presidenza irlandese del Consiglio, in carica fino a dicembre 2026, elaborare una nuova proposta di negoziato tra gli Stati membri, che verrà pubblicata sabato e sarà oggetto di discussione tra i leader europei al vertice di metà ottobre. Si vedrà in questa occasione se le nuove priorità politiche dell’Unione otterranno maggiori finanziamenti, in quello che si delinea come uno scontro con i programmi tradizionali (agricoltura, pesca e coesione) più cari ai Paesi “amici della coesione”.
Per approfondire:
La proposta della Commissione per il QFP 2028-2034
QFP 2028-2034: Fondo per la competitività e Orizzonte Europa
QFP 2028-2034 | Da 52 a 16 programmi, verso un bilancio integrato













