Prove di unità europea al G7 in Canada

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Dal 1975, i Vertici del G7 hanno come obiettivo di riunire i Capi di Stato e di Governo delle sette principali democrazie industrializzate al mondo, Stati Uniti, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada e Giappone, per discutere dei grandi temi politici, economici e di relazioni internazionali. Fino ad oggi i G7 si sono svolti in un’atmosfera di comunanza di valori e hanno sempre favorito prese di posizione basate su prospettive condivise, in particolare per quanto riguarda la protezione del libero mercato e dello stato di diritto.

Con il Vertice di quest’anno, ma già anche da quello di Taormina dell’anno scorso,  l’irruzione sulla scena internazionale del Presidente degli Stati Uniti sembra aver decisamente cambiato l’atmosfera e il dialogo fra i sette partecipanti. Si è rivelato infatti un Vertice difficile, che ha soprattutto messo in scena le divisioni che si stanno approfondendo tra gli Stati Uniti e gli altri partner.

Trump è entrato lancia in resta nel Vertice, trasformando i vecchi alleati in nuovi nemici e ribadendo i fondamenti del suo credo politico a partire dal concetto base dell’ “America first” : protezionismo e isolazionismo, smantellamento del multilateralismo commerciale e della cooperazione internazionale.  Il primo punto di divisione, a pochi giorni dalle decisioni prese in proposito, riguarda i pesanti dazi doganali imposti sulle importazioni di acciaio e alluminio, decisioni che, all’interno del G7, hanno un notevole impatto economico sia sui Paesi europei, Germania in testa, che sul Canada. Trump, nel giudicare  l’Organizzione mondiale del Commercio (WTO) un’Istituzione inutile, non funzionante e certamente senza peso sulla politica americana, sta disorientando il mondo e crea le premesse di una vera e propria guerra commerciale. Sono misure che, d’altro canto, rimettono completamente in discussione le regole comuni che sono state fino ad ora alla base di un ordine economico mondiale, da sempre difese e garantite dagli stessi Stati Uniti.

Ma i temi di divisione all’interno del G7 non si limitano ai temi commerciali. Trump, nel pochissimo tempo dedicato al Vertice, quasi ad indicare un certo disdegno nei confronti dei partenrs, ha ribadito il suo disimpegno nei confronti di due importanti dossiers : l’accordo sul nucleare iraniano e l’accordo di Parigi sul clima.  Il disinteresse, almeno per quanto riguarda l’accordo sul clima, si è spinto fino alla non partecipazione alle discussioni, relegando il tema della protezione dell’ambiente e della salvaguardia del Pianeta all’ultimo posto delle preoccupazioni politiche.

Per quanto riguarda l’Iran, Trump ha denunciato, con i soliti toni e i soliti argomenti, l’accordo firmato nel 2015, senza delineare o precisare quale sarà la sua politica al riguardo nell’ormai complesso groviglio di conflitti sullo scacchiere mediorientale.

E proprio mentre il G7 constatava le sue divisioni e le sue ormai profonde fratture, il Presidente americano ha lanciato una proposta dal sapore provocatorio : reintegrare la Russia nel G7, esclusa nel 2014 in seguito al conflitto in Ucraina e tuttora sottoposta a sanzioni economiche europee e americane.  Va sottolineato qui che, proprio nello stesso momento in cui iniziava il Vertice del G7, Russia e Iran insieme partecipavano in Cina alla riunione annuale dell’Organizzazione di cooperazione di Shanghai (OCS), una coincidenza che non puo’ non sollevare ragionevoli interrogativi sui futuri attori mondiali.

Se fratture e divisioni con gli Stati Uniti sono stati gli ingredienti essenziali del Vertice, va tuttavia sottolineato il grande sforzo dei Paesi europei per trovare una posizione comune di fronte all’intransigenza delle politiche di Trump. Unione e condivisione nell’affrontare i temi commerciali, ma anche nei confronti dell’impegno sul clima e della salvaguardia dell’accordo con l’Iran nella prospettiva di un suo miglioramento oltre il 2025. Posizione comune anche nel rifiuto del reintegro della Russia nel G7, malgrado un’iniziale apertura da parte dell’Italia.  

E forse, questa ritrovata unità fra i Paesi europei del G7 potrebbe rappresentare il risvolto più positivo di un Vertice che ha rivelato le grandi fratture in corso con gli Stati Uniti e il disegnarsi di un nuovo possibile dis/ordine mondiale.

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