PFAS: Ridurre i rischi delle “sostanze eterne”

8

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (Per- and polyfluoroalkyl substances o PFAS, in inglese) sono un’ampia classe di prodotti chimici dotati di proprietà idrorepellenti e oleorepellenti. Entrati in commercio nel 1938 con l’invenzione del Teflon, sono ampiamente impiegati in diversi ambiti dalla cosmesi alle schiume ignifughe. La loro stabilità chimica ha loro conferito il nome di “sostanze eterne”. La loro “eternità”, unita al massiccio impiego di oltre 4000 tipologie di PFAS nell’industria e alla facilità di dispersione nell’ambiente, rendono le PFAS inquinanti organici persistenti. Preoccupanti concentrazioni di PFAS sono presenti nelle acque, nei terreni coltivati e nel pesce pescato. Oltre all’inevitabile danno ambientale, la concentrazione di PFAS nei prodotti desta notevole preoccupazione per la salute: l’esposizione a PFAS  è considerata cancerogena e interferente endocrino, in particolare neonati e bambini.

Negli anni l’Unione Europea si è impegnata per ridurre il rischio di esposizione a PFAS vietando l’uso dei PFAS più pericolosie in ultimo impegnandosi nel 2025 nella lotta all’uso dei PFAS nelle schiume antiincendio, una delle maggiori fonti di questi inquinanti. Nel luglio del 2025 il Piano d’Azione Europeo per l’Industria Chimica ha proposto iniziative per la sostituzione delle PFAS nei prodotti e nei processi produttivi.

Un recente report della Direzione Generale per l’Ambiente della Commisione Euopea, sottolinea l’importanza di questo impegno europeo. Lo studio prende in esame l’Area Economica Europea (EAA) e quattro possibili scenari: uno scenario di base in cui le emissioni di PFAS rimangono pari a quelle attuali e  due piani intermedi in cui vengono presi provvedimenti per diminuire i pericoli per la popolazione (per esempio la depurazione delle acque e dei terreni). Un quarto scenario prevede di fermare l’inquinamento da PFAS alla sorgente entro il 2040. Se perseguissimo il primo scenario e continuassimo con gli attuali livelli di inquinamento da PFAS, il costo stimato nel periodo in esame (2024-2050) è pari a 440 miliardi di euro, divisi tra costi ambientali e costi in sanità che graveranno su tutti i cittadini. L’eliminazione di tutte le PFAS può salvare fino a 110 miliardi di euro. Anche con un blocco totale delle emissioni di PFAS i costi non si azzerano: i danni ambientali e soprattutto alle persone continueranno ad esserci a causa della persistenza di questi inquinanti. Il solo impiego di misure per arginare il problema non basta: continuando con gli attuali livelli di produzione di PFAS e trattare in conseguenza le acque potabili innalzerebbe a 1000 miliardi di euro nel periodo 2024-2050.

Le previsioni dettagliate del report e il suo focus sui possibili scenari sarà ora la base delle future discussioni all’interno della UE a tema PFAS,  con particolare attenzione ai temi di monitoraggio e riduzione delle emissioni.
Per approfondire: The cost of PFAS pollution for our society , New study confirms huge and growing costs of PFAS pollution , Sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here